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Fugatti se ci sei batti un colpo. (una volta tanto anche per i contadini)

Nessun attacco rivolto a nessuno, solo osservo la cronaca degli annunci da parte della Giunta in questi giorni:

  • finalmente – ne sono felicissimo – si sono reperiti 40 milioni € per la Valsugana, giusti e ben spesi,
  • da cifre che ricordo come necessarie, è stata individuata la possibilità di reperire meravigliosi 30 milioni di € per la ciclabile del Garda, fondamentali e tutti rientranti con il futuro indotto turistico che l’opera genererà.
  • alcune decine di ulteriori milioni € (imprecisate ma parecchie) per impianti sportivi in funzione delle prossime, ancora teoriche olimpiadi invernali, in questi giorni vengono prospettate ad alcuni amministratori locali. A mio avviso è una bellissima opportunità della quale mi complimento poiché è sicuramente ponderata anche in funzione dei costi di mantenimento che i suddetti impianti avranno post ammodernamento e specie nel loro futuro anteriore.
  • Fugatti, annunciando prossimi 220 milioni € per contrastare danni da maltempo in arrivo dal Governo, mi permette di non aver nulla da dire.

 

Ora salto a due considerazioni relative al mondo agricolo.

La delibera 257 del 22 febbraio rimodula risorse finanziarie parcheggiando 5 mio € sul bando finanziamenti in agricoltura 411/2019 da aprire verso la fine 2019 ed approvabile inizio 2020, non solo, lascia invariata la cifra di 4,5 mio€ sul bando medesimo del 2018 appena chiuso con una richiesta di oltre 10 mio€ di domande.

Decine di aziende dunque aspettano speranzose una risposta, comprese quelle gestite da giovani imprenditori che sono rimasti senza punteggio aggiuntivo del premio insediamento. Questa qualifica, risulta loro mancante poiché non sono stati stanziati nemmeno i fondi per completare la graduatoria di questo premio e così, insieme ai soldi, per loro sono venuti a mancare anche i relativi punteggi aggiuntivi da usarsi come bonus per finire in testa alla predetta misura 411.

Altro elemento di criticità che mi sento di denunciare è che nell’ultima variazione di bilancio,  non aggiuntiva ma addirittura di rimodulazione ai premi, (praticamente ti do oggi quello che dovrei darti il prossimo anno) si sono spostati meno di 500mila€ intervenendo solo sulla misura 10, tralasciando sulla stessa la copertura del 100% ed ignorando infine la possibilità di estenderla anche alla misura 13 “compensativa”

 

Premesso tutto, comprendendo la forte connotazione tecnica del mio appello, riassumo l’indirizzo di proposta considerando urgente la rimodulazione delle risorse a bilancio spostando 5 mio € dal capitolo riservato al bando 19 alla graduatoria bando 18, al fine di implementare su questa, il numero domande ammesse a finanziamento.

 

Va da sé che con l’abbondanza di disponibilità di fondi elencati in premessa non sarà un problema attivare il successivo bando ‘19 con un volume finanziario probabilmente mai visto prima, con buona grazia dei contadini e del sottoscritto.

rrem
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Aspettando risposte dalla politica agricola.

FINANZIATE TUTTE LE DOMANDE DI INVESTIMENTO IN AGRICOLTURA Buona notizia? No, solo una frase declinata all’imperativo, rivolta a Fugatti, come ho scritto in questo atto consiliare di “denuncia” cliccano qui: https://goo.gl/rCbP8h
Molto presente sul territorio questa giunta è scarsissima nel portafoglio per i nostri contadini.  Oggi anche il quotidiano Il Dolomiti come si può leggere cliccando qui: https://goo.gl/HrMCML raccoglie la preoccupazione di chi sta aspettando risposte. Chiediamo che esattamente come è stato fatto per i premi, anche per la 4.1.1 si rimodulino le risorse anticipando sulla graduatoria in fase di approvazione, quelle stanziate nel bando da aprirsi per il prossimo anno.Screenshot_20190318-063525Screenshot_20190318-063430

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Una mano tesa alla Giunta Provinciale.

Ricordo con nitidezza il colloquio con questa nuova assessora nella prima seduta di Consiglio Provinciale. Volevo incontrarla e con gentilezza mi ero davvero rallegrato nel tenderle la mano per poterle raccontare – per esperienza – di alcuni problemi che si sarebbero delineati di lì a poche settimane e che si sarebbero potuti risolvere qualora affrontati da subito. Sollecitai anche successivamente un appuntamento che, alla fine, non è mai arrivato.
Ora è palese: nessuna volontà di collaborazione, questa giunta ha deciso di sbagliare da sola! La buona notizia è che – a ben vedere – si tratta di errori legati prevalentemente all’inesperienza e in quanto tali destinati dunque alla risoluzione.
Col tempo.
Ricordo che anch’io incappai in ritardi in fase di pagamento di premi PAC, specie nel secondo anno di mandato, ma i motivi erano completamente diversi. Ai tempi ricordo infatti che si era esaurita sia la precedente PAC, che i fondi provinciali e si doveva ripartire i nuovi finanziamenti facendo uso di sistemi informativi vecchi e che non funzionavano con le nuove regole. E’ per questo motivo che con fatica fu ricostruito un Sistema Informativo Nuovo ed oggi posso certificare che abbiamo un’agenzia dei pagamenti APPAG che, grazie alla collaborazione con Informatica Trentina, ha un controllo completamente locale che ci permette di reagire e di rispondere in maniera molto, molto più veloce.
Per i problemi dei pagamenti descritti dal Trentino di oggi, sono necessarie strategie ulteriori poiché siamo vittime del pasticcio della richiesta dei certificati antimafia mai risolto nemmeno dall’attuale GIALLOVERDE Governo nazionale.

Nell’attesa di una soluzione che da Roma a mio avviso non arriverà mai,  sarebbe importante ampliare qui la rete delle disponibilità alla soluzione dei problemi finanziari dei nostri zootecnici collaborando col sistema Bancario Locale e con l’eventuale coinvolgimento di Cooperfidi. Potrebbero essere un ottimo ammortizzatore al quale in passato siamo ricorsi molte volte anche noi per risolvere empasse analoghi. Avremmo anche altri suggerimenti da offrire ma l’assenza di volontà di collaborazione e la caparbietà di mantenere compartimenti stagni, anche di fronte a proposte operative concrete, fa si che i suggerimenti alla Nuova Giunta si debbano far arrivare a mezzo stampa.

Ci spiace per l’attesa alla quale sono sottoposti inutilmente i nostri contadini, anche se sappiamo benissimo che più che di solidarietà, loro in questo momento hanno bisogno di risposte esattamente come quelle che stiamo aspettando sul Premio Insediamento Giovani e la Misura di Finanziamento degli investimenti in agricoltura 4.1.1.

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Capolavori di diplomazia.

Complimenti alla nuova Giunta! Avevano promesso che con la gestione della Fauna selvatica avrebbero percorso strade diverse dal passato. CI SONO RIUSCITI IN POCHE SETTIMANE DI GOVERNO.
1 – Hanno litigato con gli ambientalisti e così…
2 – …hanno messo repentaglio la caccia (in Trentino il referendum CONTRO è seriamente alle porte)
3 – Stanno canzonando la comunità Trentina tutta con la promessa di una soluzione facile al problema LUPO (ma proprio perché non esiste questa semplicità avete mai sentito parlare Salvini di lupo o di orso?)
4 – E’ cancellato il sistema della comunicazione col pubblico (ieri sera al MUSE ho seguito un incontro dove chi ne sentiva il bisogno si è autogestito, direi tra l’altro molto bene tenendo lontana ogni forma di esagerazione)

Alla gente va detta la verità, va messa la faccia col pubblico, non solo quello facile di casa e ci si devono assumere le giuste responsabilità.

Sono davvero molto molto preoccupato, sia per gli allevatori sia per i cacciatori e temo il peggio oltre a percepire  questo profondo senso di disorientamento trasmesso da chi prova a buttare in cacciara politica un problema che andrebbe affrontato solo con approccio scientifico.

Approfondimenti su IL DOLOMITI di ciò che è successo qui⤵️

https://goo.gl/zAUULy

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Il compito di un Sindaco non termina al confine del proprio comune.

Confesso che da qualche tempo trattengo l’intenzione di intervenire relativamente alla crisi che si è sviluppata tra alcuni sindaci dell’alta Val di Non e l’Azienda di promozione turismo di Valle ma un nuovo episodio di questa articolata vicenda nella cronaca di oggi mi esorta ad esternare il mio rammarico

Ho avuto modo di relazionarmi a lungo ed in maniera importante con questi sindaci, durante il mio precedente mandato di assessore in occasione di un percorso pluriennale che ci portò al salvataggio finanziario degli impianti sciistici della zona.

Sono degli impianti di vicinato, delle cd. stazioni di interesse locale che producono grande utilità sia dal punto di vista sportivo che economico poiché offrono funzione di scuola di avviamento allo sci e permettono ad ospiti e popolazione locale grandi momenti di relax e di divertimento senza effettuare importanti spostamenti durante i mesi invernali.

Si può dunque intuire da cosa derivi il mio stupore? Ciò che è accaduto assomiglia un po’ al titolo del film di Woody Allen “Prendi i soldi e scappa” e si aggiunge ad un ricordo dove questi amministratori, noncuranti della mia presenza, nel mio ufficio di assessore in una delle occasioni di trattativa politica, per addivenire all’accordo di programma sopra citato, si incoraggiavano vicendevolmente a portare pazienza poiché concluso quell’accordo sarebbe arrivato l’autunno e con esso un cambio di amministrazione provinciale con correnti politiche a loro più affini al loro sentire politico: tutto legittimo e comprensibile nei contenuti, rimane opinabile dal punto di vista del bon ton istituzionale.

Sono convinto però che il compito di un sindaco sia quello di legare una comunità ed in particolare costruirne serenità interna, buoni rapporti con la propria vallata e proficui con la provincia indipendentemente dal colore politico che si incontri. In questo modo invece si consegna specialmente il sistema imprenditoriale turistico al disagio sia diffuso che puntuale

Se aggiungiamo poi che è in arrivo anche una riforma annunciata dell’assessore Failoni che propone accorpamenti anziché una diversa perimetrazione degli ambiti possiamo immaginare quanto difficile si prospetti il futuro delle imprese turistiche di cui sopra. Ci auguriamo che questo nuovo assessore provi di nuovo, come già il sottoscritto fece, a ricucire i pezzi di questa tela strappata forte dell’affinità politica che proprio questi Sindaci un’anno fa auspicavano.

Fortunatamente una norma ragionata, è quella relativa al finanziamento delle APT attraverso la tassa di soggiorno. Il Sistema garantisce un solido volano attraverso il quale continuare a costruire prodotti turistici ed intrattenimento territoriale del quale gli ospiti hanno bisogno e fruiscono. Eh già, chi soggiorna in Alta Val di Non uscendo dalla propria struttura ricettiva troverà comunque bellissime manifestazioni come Fiorinda o Pomaria o tutto quello che in Val di Non l’APT da sempre promuove ed organizza, funzionanti ed a loro disposizione solo al netto probabilmente del plus offerto dalla guest card.

Prendano atto questi sindaci che l’amministrazione è fatta di dare ed avere dentro e fuori ai propri stretti confini amministrativi.accordo sci mendola.sindaci val di non fuori APT

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Lupo e grandi carnivori, va detta la verità

Alcuni miei colleghi veterinari, in collaborazione con allevatori del posto, hanno organizzato questa mattina ad Asiago un convegno dove si è parlato della presenza del lupo a livello locale. Qui vive un numeroso branco insieme ad alcuni esemplari in dispersione con i quali, i lupi del Trentino, condividono genetica quando non addirittura identità come si è potuto evidenziare proprio dalle predazioni che avvengono sul nostro altopiano di Vezzena. Stamane spiccava – tra l’altro senza stupirmi – l’assenza di Coldiretti e della giunta regionale che in linea con l’atteggiamento di quella nostra provinciale persegue un atteggiamento piuttosto populista nell’approccio al problema sociale determinato dalla convivenza col lupo, divergente rispetto al realismo che solo il piano scientifico può offrire. Prova ne sia che a Trento non si è voluta tenere nemmeno la tradizionale presentazione del rapporto grandi carnivori o sempre esempio sia il fatto che benché la sezione leghista della Val Rendena da anni si stracci le vesti e raccolga firme contro la presenza dell’orso in valle, abbia dovuto prendere atto che del grande carnivoro nei suoi lunghi soggiorni in Valle, lo stesso Salvini non abbia mai pubblicamente voluto nemmeno farne menzione.

La Provincia invece a mio avviso deve essere una casa di cristallo ed i dati e le attività dell’amministrazione pubblica sono patrimonio collettivo e i trentini ne devono poter disporre La stessa giunta provinciale di fronte all’evidenza dei fatti si trova ora costretta a tenere una riunione pubblica “stanata” della presenza del lupo nel luogo empaticamente più affine ad uno dei suoi membri costringendo di fatto l’amministrazione provinciale a prendere atto che l’informazione e la formazione sono il primo strumento per affrontare problema.

In un paesino dell’alta val di Non posso tranquillizzare le persone raccontando loro che arriverà la ronda notturna? Col Taser? Potrò chiedere un po di pazienza poiché a breve arriverà una legge che permetterà a chiunque di sparare? lo potrò fare dalla finestra? Che la Provincia chiederà ed otterrà su questa competenza di essere commissariata dal governo? Così poi, in paese, all’arrivo del lupo di notte tra le case sarà la polizia venuta su da Trento a sparare?

Questo, mi si perdonino i toni semplicistici, è però ciò che emerge da una lettura della cronaca locale dove invece servirebbe confronto serio e scientifico specie con chi fa bene o meglio di noi. Provare a depistare l’opinione pubblica verso un piano politico raccontando di pistolette elettriche, coinvolgimento della forza pubblica in ronde notturne ed altre amenità rappresenta qualcosa che a mio avviso ha esclusivamente sapore canzonatorio.

Il sottoscritto tra l’altro non nutre nessuna speranza che la sensibilità e l’opinione pubblica siamo in grado di influenzare il governo in senso diverso da quello maggiormente percepito e cioè il protezionismo totale della Specie. Ricordo infatti che è lo Stato l’unico responsabile della modifica del D.L. 357/’97 titolato ad applicare dentro a questo decreto quell’indirizzo della direttiva Habitat che permette l’eventuale controllo della popolazione lupo.

Quella degli allevatori è una categoria infinitamente meno rappresentata in politica rispetto alla componente Pro lupo, destinata a vivere nella frustrazione fin quando le risposte della politica continueranno a fermarsi agli annunci coi selfie e alle conferenze stampa.

Convegni come questo, invece, portano informazione e conoscenza oltre che, mi sia permesso, anche grande soddisfazione alla Provincia autonoma di Trento citata come miglior luogo riconosciuto a livello europeo dove si applichino le best practice di gestione della presenza del lupo.

Indennizzi sicuri e veloci poi, organizzazione articolata per monitoraggio, formazione ed informazione capillare, finanziamento di presidi di protezione, trasparenza nelle azioni pubbliche e libero accesso ai dati ci mettono ai primi posti in Europa per modernità ed avanguardia di gestione dei grandi carnivori.

L’incontro è proseguito con testimonianze di gestione piemontese e toscana laddove il problema si presenta in numeri 10 volte superiori ai nostri. E’ interessante evidenziare, si è anche detto, che i recinti anche se ben posti in opera non sono una panacea come non lo sono i cani da guardiania neppure se utilizzati cum grano salis vista la loro difficoltà di convivenza con passanti e turisti. Lo possono essere se abbinati alla guardiania, alla custodia o alla pastorizia purché debitamente allenate e formate alle abitudini biologico-etologiche del lupo; queste pratiche così abbinate riducono i danni nel massimo grado possibile.

Questo trend va rispettato ed implementato perché se come si dice in clinica medica, si diagnostica solo ciò che si conosce, dunque con l’azione di pressing politico, le minoranze consiliari stimoleranno questa nostra politica per permettere alla popolazione trentina di conoscere la verità, e cioè cosa sta dietro alla convivenza coi grandi carnivori in Trentino, rispettando chi li ama ma anche e soprattutto chi per ragioni lavorative il deve temere.

sdr

sdr

 

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Caccia & Ambiente equilibrio possibile?

La mia partecipazione all’incontro tra le minoranze consiliari provinciali e gli ambientalisti di stamattina è sentita e cercata. Ho voluto presenziare per provare a capire se esista un punto di mediazione tra le varie posizioni delle parti visto che giusto oggi, gli ambientalisti ci hanno raccontato di non essere ancora stati ricevuti dalla Giunta. Penso tra l’altro sia comunque importante per poter garantire la trasparenza delle nostre azioni amministrative e la giusta solidarietà politica tra minoranze.

Fatti: è della cronaca la volontà della G.P. di abolire il comitato faunistico; esiste un’ala moderata tra i cacciatori preoccupata delle ingerenze della politica poiché avverte la sensazione che si vogliano usare il Tavolo Faunistico ed alcune azioni come paraventi istituzionali dietro ai quali affiancare trattative dirette tra Assessorato e ACT by-passanti gli organi di consultazione ordinari quando peggio permettendo all’assessorato di decidere motu proprio.

Ci sono invero dei segnali amplificati da illazioni che ci fanno pensare che esista, oltre alla più che legittima collaborazione tra Giunta ed ACT, il tentativo di rassicurare questa parte preoccupata della componente venatoria con delle forme di riguardo che sembrano però più adatte ad un momento di captatio benevolentiae che non di vera innovazione. Mi domando allora ad esempio: non è che chiedere quale sia il giorno preferito di inizio caccia ai cacciatori non voglia in qualche maniera compensare il disagio provocato dalla riduzione dei finanziamenti all’ente gestore? Alla stessa stregua considero il grande rilievo mediatico dato all’aumento delle sanzioni, che mi sembra di capire  riguardi prevalentemente il bracconaggio (delinquenti ai quali poco importa se la detenzione 3 o 5 anni) ma chiedo come sono gestite le altre sanzioni ordinare che sono invece la maggioranza ???

Ed il turbinio di illazioni, di preannunci e di grosse novità amministrative in ambito venatorio da parte del Presidente del Consiglio Paccher sono finite con la soppressione del comitato o arriverà altro?

E non si ritiene che sarebbe più opportuno fare invece un po di chiarezza su cosa si vuole fare con il cinghiale? Sugli esiti dell’attività di controllo di questo animale è bene ricordare che lo stesso Paccher ha da sempre attaccato la giunta precedente. Tutte le sezioni condividono il fatto che stiamo parlando di una specie alloctona e dannosa per l’agricoltura ma sarebbe molto importante sancire una linea perentoria e condivisa da tutte le figure istituzionali che a pieno titolo, surrettiziamente quando non prevaricando competenze altrui, si stanno occupando di caccia.

La chiarezza è dovuta perché in questo periodo  l’assessore all’agricoltura sta promuovendo incontri dove si promette invece l’impegno all’eradicazione della specie cinghiale oltre ad azioni pesanti su cormorani, volpi, orsi,  lupi e tutto quello che da fastidio a qualcuno o a qualcosa. Le norme in realtà esistono già severe, complete e rispettose di sensibilità sempre diametralmente opposte.

Pur con la grande difficoltà che capisco e conosco per esperienza, dico che l’equilibrio va cercato e gestito perché accarezzare l’onda di pancia su questi argomenti rischia di accontentare solo poche persone forse, davvero pericolosamente, troppo poche. cigh

rrem
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Nuove forme di finanziamento per gli investimenti in agricoltura.

Ho come l’impressione che la recente partecipazione dell’assessora trentina alla Commissione Politiche Agricole le abbia finalmente permesso di capire quanto ampia e consistente sia stata, e sia, la professionalità dell’amministrazione Trentina negli investimenti anche in campo agricolo. Questo sistema secondo me si può’ paragonare ad un edificio di pietre costruito negli anni grazie alle regole dell’Autonomia e agli uomini che l’hanno animata dove anch’io ho avuto l’onore di collocare alcune di queste pietre, consegnando alla nuova amministrazione l’onere e l’onore di posizionarne altre.

Fa piacere tra l’altro evidenziare la simpatica contraddizione tra le due affermazioni che ci sono state sulla stampa (immagini sotto) e a distanza di pochi giorni,  da parte della nuova assessora relative al fatto che si sarebbe speso tutto il disponibile per l’agricoltura (ovviamente non è così) ma al tempo stesso che questa capacità di spesa sia invece il valore che ci viene riconosciuto dall’Europa e base dunque per l’assegnazione di nuove future risorse che a questo punto sono sicuro saprà cogliere lei.

Lo ripeto ancora: in amministrazione spendere significa investire significa permettere alla propria comunità di crescere ma aggiungo che questo non può che avvenire dentro a un quadro di equilibrio finanziario di prospettiva pluriennale.

Se da un lato il comparto agricolo a livello Provinciale dimostra una certa vivacità, le prospettive ed i venti che soffiano in ambiente Comunitario, nostro principale finanziatore, non ci fanno ben sperare. Il sistema dei pagamenti diretti è molto pesante da gestire nei volumi finanziari che richiede e sul fronte degli investimenti a fondo perduto ed il nostro Europarlamentare Dorfmann ci racconta di forme di ripensamento e trend di decisioni diverse dal passato. Proprio per questo sarà molto importante da parte del Trentino riuscire a prender parte se non addirittura guidare una lobby delle Regioni di montagna. Si raccolga questa mia come una testimonianza da parte di chi ha potuto constatare di persona quanto difficile sia approcciare questi mondi. dopo aver trascorso i miei primi 24 anni nell’impresa familiare di allevamento/commercio ovini ed aver vissuto in quasi in parallelo due esperienze ventennali di medico veterinario ed amministratore locale su tutti i livelli (da sindaco ad assessore), garantisco che per muoversi dentro a certi ambienti è necessario prestare molta moltissima attenzione.

Quanto più autorevole, esperta, preparata e consistente nelle sue esternazioni sarà la nostra giovane rappresentante, tanto più potrà essere leader dentro a questa pattuglia formata sì anche da alcuni principianti ma gestita per lo più da persone esperte nel settore preparate tecnicamente, forbite nel linguaggio e consistenti nei contenuti. Costruire quel minimo di massa critica che salvaguardi un volume finanziario necessario e sufficiente a permettere alle attuali giovani generazioni di pensare a un futuro dentro il quale il sostegno pubblico è effettivamente imprescindibile, considerata ripeto, la notevolmente ridotta marginalità dell’Agricoltura di montagna rispetto a quella generale Europea.

A questo punto la proposta politica:

  • sarà opportuno e ritengo inevitabile che il sistema (delle regioni?) preveda un duplice livello di finanziamento mantenendo il livello di “fondo perduto” solo per gli investimenti di portata limitata pensando invece a sviluppare dei fondi mutualistici o un sistema finanziario che anziché intervenire sul conto capitale permetta alle aziende di rivolgersi al mercato del credito ed ottenere consistenti aiuti sull’abbattimento degli interessi e su una partecipazione da parte dell’ente pubblico anche in termini di garanzia. Il sistema in Trentino è già stato rodato nella valorizzazione delle risorse dal nostro sistema assicurativo e degli IST gestiti magistralmente dal binomio CODIPRA/Credito Bancario. Questa abbinata grazie a raffinati strumenti finanziari e importante know how tecnico ha permesso al Trentino di primeggiare in Italia ed in Europa – e lo dico senza timore di autoreferenzialità – anche in questo campo

Ancora una volta la Provincia autonoma di Trento si è dimostrata autorevole e credibile anche a livello Europeo e dunque quanto più professionali e preparati saranno i suoi rappresentanti politici tanto più nelle trattative future saranno importanti le assegnazioni finanziarie in campo agricolo.IMG_20190306_114157speso tutto-01

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Anche Il Dolomiti riporta le nostre preoccupazioni in campo turistico

Stasera anche iI Dolomiti ha ripreso alcune nostre preoccupazioni relative al comparto turistico trentino.

Nel frattempo un bravissimo imprenditore del settore, oggi, mi racconta la sua esperienza:
“Come analisi generale la trovo condivisibile ma per gli imprenditori e le imprese ci sono sempre i soliti problemi (imputabili oltre che all’Italia indebolita anche a fattori esterni derivati dalla globalizzazione che controllano i mercati) mille impicci burocratici (che pure si autoalimentano anche per sollevare dalle responsabilità l’apparato amministrativo)e gabelle insopportabili che determinano margini ai limiti della sopravvivenza (nelle migliori situazioni e se consolidati da decenni) La crisi diffusa e il sistema del credito hanno dimezzato i valori patrimoniali annullando il sacrificio di più generazioni.
Infine il ricambio generazionale molte volte sofferto, lacera ancora di più le aziende. Tutti questi fattori in linea col declino delle Pmi purtroppo.
Soluzioni? Forse ci vorrebbe più rete tra le imprese e più azioni di supporto vedi public company quali sostegno dell’identità aziendale.
Tutto il resto ossia la salvaguardia dell’ ambiente, il sostegno del lavoro e delle famiglie in difficoltà concretizza poco con l’economia debole.L

Lamia famiglia ed io siamo però tranquilli perchè abbiamo la coscienza di aver generato un circuito virtuoso a sostegno della nostra comunità in oltre 70 anni.”

Parole che devono far riflettere.

 

https://www.ildolomiti.it/economia-e-lavoro/2019/turismo-un-2018-da-record-ma-dallapiccola-e-preoccupato-l-assessore-non-si-lasci-influenzare-da-salvini-ospitato-nellalbergo

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Dati positivi per il turismo trentino: soddisfazione o preoccupazione?

E’ di questi giorni la diffusione puntuale di alcuni dati relativi ai numeri degli ospiti del sistema turistico Trentino. Numeri prudenti tra l’altro poichè dalla statistica risultano esclusi gli alloggi privati. Queste informazioni si possono considerare tuttavia di buon auspicio, presentate sia in termini assoluti sia in forma comparata al passato a partire dal 2000 e dal 2013 (anno in cui è iniziato il mio mandato). Si può constatare che la strada che ci ha portato a questo successo è stata costellata quasi costantemente da segno positivo.

Ma a che cosa è dovuto un successo che pure presenta ombre e criticità sulle quali vorrei tornare più avanti? Come tutte le pietanze che si rispettino è composto ovviamente da molti ingredienti, elenchiamoli:

innanzitutto un’ottima macchina amministrativa quale in particolare il tandem dipartimento turismo della Provincia autonoma di Trento/Trentino Marketing per quanto riguarda l’organizzazione e la promozione centrale. Un encomio va anche al sistema APT/Pro loco per quanto riguarda la promozione locale. E’ un sistema che in gran parte abbiamo ereditato dal passato cominciando il nostro mandato di Giunta in un momento di crisi finanziaria che ci dato però il coraggio di intraprendere alcune azioni straordinarie.

La prima fra tutte fu determinata proprio dalla carenza finanziaria provocata dal Patto di Stabilità che ci spinse ad attivare la tassa di soggiorno con un meccanismo però – unico in Italia – che prevedeva la restituzione della tassa di soggiorno raccolta dagli ospiti, ai territori di competenza consegnandola come dotazione alle APT/Pro Loco, ed implementata di disponibilità provinciali. Con questo sistema si raccolgono ogni anno sempre più fondi – oggi siamo a circa 17 milioni di euro – e dunque tra quelli provinciali assegnati ai territori e alla Trentino Marketing, sono quasi 50 i milioni di euro che ogni anno spendiamo per la pubblicità, gli eventi e la promozione in genere. Sembrano tanti, lo so, ma provate a paragonarli ai circa 3 miliardi di PIL tra fatturato diretto ed indiretto che il turismo provoca in Trentino e converrete quanto adeguato sia l’investimento.

Il secondo “asset” che ci ha dato grandi soddisfazioni è stata la Guest Card uno strumento usatissimo per cercare di mettere in rete tutte le risorse turistiche che il nostro Trentino possiede. Pure in modalità diverse ed applicata in maniera non perfettamente omogenea essa rimane un ottimo strumento che stupisce i nostri ospiti.

Ma il vento forse più importante che ci ha spinto a superare certi confini e raggiungere sempre più persone è stata la rivoluzione digitale che abbiamo effettuato all’interno della Trentino Marketing. Snellita nell’organigramma quest’azienda ha voluto dedicare un pool di persone scelte tra il proprio organico formandole innanzitutto con preparatori assolutamente adeguati di provenienza accademica e respiro internazionale; con loro ha sviluppato una vera e propria piattaforma digitale multicanale – social e non – che ci ha permesso di implementare il numero di persone raggiunte in maniera esponenziale.

Sono stati fatti degli investimenti molto pesanti sul sistema degli impianti di risalita e sul bike (dove invero c’è ancora tantissimo da fare) responsabilizzando i privati attraverso l’affidamento loro della gestione degli asset impiantistici che grazie al nostro intervento sono diventati pubblici.

Questo mix ha permesso di terminare l’epoca in cui attraverso il meccanismo della partecipazione azionaria la provincia doveva ogni anno ripianare perdite di società miste.

A parte un caso socialmente molto difficile – dove purtroppo per il loro innato atteggiamento le persone di quel luogo sono in preda ad una vera e propria crisi di comunità -, praticamente in tutte le località del Trentino si è ritrovato non solo l’equilibrio finanziario ma in molti casi si sono prodotti utili che in qualche caso sono stati notevoli.

La connessione con l’agricoltura, lo sviluppo di nuovi prodotti  e l’evitare di de-stagionalizzare in senso classico ci ha portato a costruire vere e proprie stagioni ulteriori all’estate e all’inverno con nuove attrattive per i nostri potenziali ospiti con propri eventi, propria identità e specifica promozione quali appunto la primavera e l’autunno.

Soddisfatti e tranquilli dunque ora? Direi assolutamente no. La crisi è sempre in agguato e come mi hanno insegnato gli albergatori è la redditività che rimane ancora non pienamente soddisfacente. Ad onor del vero attraverso uno strumento di indagine valutativa digitale, H-benchmark, ci siamo accorti che questi numeri negli ospiti, hanno dato il coraggio ai nostri albergatori di alzare l’asticella del prezzo ma la strada della serenità per loro è ancora lunga e lontana; di sicuro, credo, farlo con l’albergo un po’ più pieno che in passato è forse meno difficile che farlo con l’albergo meno occupato.

I pericoli più gravi ora?  Quelli di una terra meno appetibile che non sia in grado di valorizzare elementi come il proprio paesaggio, la propria natura, nel segno della sostenibilità e della qualità ambientale. Fanno parte della reputazione Trentina da sempre nonostante severe leggi o antipatici provvedimenti (chiusura dei passi tanto per citarne uno) siano state e siano ancora difficili da far passare e digerire alla popolazione.

Come quando applicammo la tassa di soggiorno, ci vorranno coraggio e nervi saldi e la cifra delle scelte ragionate e ponderate dovrà dotarsi dell’ingrediente più importante: la nostra AUTONOMIA. Ecco perchè è molto difficile pensare che Salvini o i suoi discepoli in Trentino possano capire lo spirito di questa terra e siano dunque in grado di interpretarlo in maniera schietta e genuina. 

Temo insomma che abbassare la guardia sul mantenimento delle nostre prerogative di governo o badare troppo a influenze milanesi, specie se ospitate in albergo, possa vincolarci e non permetterci di ragionare nel pieno della nostra forza, lucidità politica e mentale. L’altro aspetto di preoccupazione è che la nuova Giunta risulti troppo appiattita solo su interessi di alcune parti sociali anziché affrontare il percorso di confronto di ambito turistico in termini plurali e trasversali.  Questo pericolo trova terreno fertile nel fatto che alcune associazioni di categoria in Trentino sono afflitte da gravissime crisi di ricambio generazionale con correnti di politica di gestione interna, quando non addirittura degli stessi rappresentanti, attempate, stantie e per nulla disposte a dar spazio a nuove leve.

Sia come in ogni sfida dunque e cioè sarà dei posteri la sentenza finale.ladige turismo