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Riduzione del numero delle APT. Ma è davvero la prima cosa da fare?

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Apprendiamo dalla stampa odierna di fumose dichiarazioni del nuovo assessore al turismo Trentino. Come ho già avuto modo di commentare ritorna evidente che tra le sue intenzioni politiche vi sia soprattutto quella di portare avanti un mantra, quello relativo alla riduzione del numero delle APT.

Ecco, per questi Enti il problema è il numero (15 affiancate da 5 Consorzi Pro Loco) e non quello di nuovi ruoli da individuare, per loro nessun nuovo compito da pensare, nessuna riflessione di come armonizzare le loro variegate ragioni sociali, nessuna proposta di variazione di ambito d’azione e/o di competenze, di connessione intra, inter ed extra territorio: no! Niente di tutto questo, il problema principale da citare per il nuovo assessorato è quello relativo al loro numero.

La questione è nota, specie al sottoscritto, giacche da sempre questo cruccio affligge UNAT, associazione di categoria della quale, da operatore, fa parte anche l’amministratore in oggetto di questo articolo.
Ora, se da un lato il parallelismo non è perfetto, va tuttavia rilevato che nel vicino Alto Adige, le associazioni turistiche sono quasi 80 e non solo non ci sono difficoltà di gestione o di bilancio ma lavorano per un ottimo risultato in campo turistico che spesso è citato come esempio proprio dallo stesso assessore.
Chiedo allora e soprattutto a me stesso dove si pensi di arrivare con una razionalizzazione di questa guisa? E per quali ragioni in prima battuta si citi principalmente quest’unico provvedimento? Sono forse 4 o 5 CDA in meno a fare risparmiare alla Pat corposi finanziamenti al comparto turistico? Non è il caso di partire invece ad analizzare forme giuridiche, connessioni, compiti condivisi e di sovrambito, argomenti che sono a mio avviso da mettere assolutamente prima sul piatto della discussione?

Aggiungo inoltre che dentro a questa Giunta Provinciale si verifica anche un’ulteriore strana contraddizione: da un lato sugli enti locali, si tende a bloccare l’obbligo delle gestioni associate tenendo quindi più alto il loro numero, dall’altro nelle APT, altro ente locale – che ha innanzitutto compito di fornire informazione e costruire prodotto turistico – ad accorpare e gestirne la riduzione del loro numero a suon di leggi (almeno nel iniziali intenzioni).
Credo che all l’assessore vada data un’apertura di credito data la sua auto-dichiarata impreparazione in campo amministrativo provinciale attendendo nuove sue dichiarazioni alla luce degli approfondimenti che ci auguriamo egli avrà il tempo e la voglia di eseguire.

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Il Presidente “pasticcione”

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Due episodi hanno in questi giorni accomunato i nostri nuovi Presidenti di Consiglio Provinciale e Regionale In entrambi i casi infatti una caduta di stile e l’incapacità di comprendere e rispettare il proprio ruolo, hanno portato i due novizi politici a non rispettare il loro pur elevato compito istituzionale, un ruolo che deve saper rimanere equidistante e rappresentativo di tutte le posizioni politiche del Parlamento Trentino.

Kaswalder: in occasione della visita di Calderoli a Trento ha trasformato ed utilizzato il suo Gabinetto Presidenziale in una reunion di Partito, una Lega che evidentemente orfana di sede, non ha trovato miglior luogo da utilizzare che il più alto istituto di democrazia del Trentino. Il tutto con la compiacenza di un Presidente che si è prestato al partito in questione senza aver nemmeno ed innanzitutto coinvolto – come protocollo prevederebbe – il suo Ufficio di Presidenza.

Paccher: in questo secondo caso evidentemente percependo un senso di frustrazione dalla mancata nomina operativa in Giunta ha ritenuto comunque di occuparsi in maniera molto imprecisa (ad essere eufemisti) di trasporto pubblico, il tutto avocandosi meriti e risultati che solo un tecnico esperto può essere autorizzato e sicuramente in grado di fare.

Comunicati Stampa

“EL MILION DEL TONINA”

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Brandito come il tesoro del Leprecano di irlandese memoria, aggiuntivo ai fondi destinati all’indennità compensativa per la zootecnia il milione in questione è stato ampiamente pubblicizzato nel corso di una lunghissima campagna elettorale iniziata quando (almeno ufficialmente) il giudicariese amministratore faceva ancora parte dell’allora maggioranza di centro-sinistra autonomista. Politicamente saprofita di un agonizzante Unione per il Trentino, Tonina è poi transitato nei banchi dell’attuale maggioranza da dove ormai ha scritto questa storia.
Forse è interessante però fare un po’ di memoria su quanto accaduto nel recente passato e soprattutto su quanto sta succedendo a questo “povero” milione di € dentro all’attuale variazione di bilancio in questi giorni alla ribalta della cronaca. In premessa ricordo che In occasione dell’assestamento di bilancio del luglio ultimo scorso nonostante per il triennio ’18/’20 la provincia avesse stanziato un sistema premi zootecnia tra i più pingui della sua storia, l’allora consigliere Tonina come marchetta elettorale nei confronti del mondo che nelle urne da sempre gli ha più dato soddisfazione nelle urne aveva voluto implementare il valore dell’indennità compensativa a bilancio per un ulteriore milione di euro. Tale proposta trovava il sottoscritto perplesso per ragioni di opportunità di corretta allocazione delle risorse: forse si sarebbero potute aumentare in capitoli più “magri” primo tra tutti il premio insediamento ma tant’è, si decise di anteporre logiche di natura coalizionale, vista anche l’insistenza del proponente, giunta peraltro fino alle minacce di ritorsioni politiche. Come se non bastasse questa operazione aveva il difetto di richiedere uno sforzo straordinario da parte di APAG per riuscire a completare in tempo i pagamenti nel corso dell’autunno.
Oggi Tonina non è stato incaricato di gestire l’assessorato che più avrebbe desiderato (e a mio avviso è un bene) e i corsi e ricorsi storico-politici hanno portato l’ironia dell’odierna sorte a vederlo collega di un’inesperta assessora all’agricoltura che non ha saputo gestire il suo compito di indirizzo in termini di priorità di pagamenti. Come se non bastasse il presidente di della nuova Giunta nel più assordante silenzio del mancato assessore all’agricoltura non ha tenuto conto delle priorità che lo stesso aveva scritto quando occupava altra collocazione politica.
Che cosa è accaduto dunque? La tanto criticata attività di sostegno alla zootecnia del governo Rossi Dallapiccola nel settore dell’allevamento seppur in misura variabile ha sempre rispettato l’impegno del pagamento di un anticipo dei premi del corrente anno, alla fine dell’anno stesso, non mancando mai a questo importante ‘appuntamento di bilancio per le aziende zootecniche provinciali. Oggi non solo ci troviamo a malincuore a dover comunicare ai nostri allevatori che entro la fine dell’anno di questi anticipi dentro ai loro conti bancari (come avranno visto) non c’è stata nemmeno l’ombra ma soprattutto che quel famoso milione dell’oggi silente Tonina è finito nella variazione di bilancio che Fugatti ha voluto propinare ai trentini in questi ultimi giorni.
A noi resta la curiosità di vedere il chissà come i protagonisti di questa storia riusciranno a giustificarsi e a relazionare agli allevatori una tanto sbandierata conquista politica. Probabilmente la questione potrà venir sviscerata nel corso delle numerose riunioni che Via delle Bettine frequentemente organizza per i due improvvidi assessori.

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Più sicurezza nei nostri boschi, più cura all’aspetto del nostro paesaggio. 

Il mese di ottobre del 2018 è stato caratterizzato da una perturbazione meteorologica che a memoria d’uomo non trova pari nel recente passato. Un nubifragio responsabile della genesi di una situazione estremamente grave oltre che profondamente preoccupante, oltre al dissesto idro geologico ha purtroppo provocato anche delle autentiche tragedie tra la popolazione.

Il Trentino ha visto sul proprio territorio anche una terribile tempesta di vento che si è abbattuta sulla nostra provincia apparentemente senza un ordine preciso. Abbiamo assistito ad una condizione che ha distrutto parecchi ettari di bosco e foresta in aree tra le più disparate.

Se vogliamo cogliere un elemento suggestivo in questo enorme danno, possiamo evidenziare che a causa del maltempo si e assistito ad una parziale riduzione delle aree boscate, condizione senz’altro nuova per il nostro paesaggio che in questi ultimi decenni ha piuttosto visto l’aumento delle aree forestali ed il costante avanzamento del bosco rispetto alle superfici prative,

Il laborioso spirito dei trentini ha fin da subito messo in moto il proprio sistema di attività lavorative al fine di recuperare di queste aree, riportando la coltivazione del bosco a regimi di normalità, recuperando il legname abbattuto e ridando dignità al nostro paesaggio. Da un primo superficiale esame appare tuttavia interessante suggerire che il recupero di questi terreni possa avvenire non solo a fin di boschivi ma anche prativi con un indirizzo suggerito ed in qualche modo predisposto da questa inconsueta opportunità. Si tratta naturalmente di un recupero ragionato che deve essere necessariamente ed imprescindibilmente preordinato da valutazioni di stabilità idraulica e geologica.

Potere di governo provinciale per questo recupero ed amministrazioni locali non possono dunque esimersi dal rispetto delle istituzioni e degli strumenti che in questi anni abbiamo costruito: PGUAP, carta di sintesi geologica, PUP si sono dimostrati formidabili strumenti di protezione per la popolazione e l’ambiente trentini

In assenza del propedeutico rispetto dei suddetti vincoli idrogeologici riteniamo importante che la giunta con apposito regolamento individui innanzitutto un’estrema semplificazione dell’approccio burocratico relativo al cambio di destinazione d’uso che a questo punto si concretizzerebbe nel passaggio da Bosco a pascolo.

Questa condizione risulta tra l’altro particolarmente fortunata e necessaria perché è in provincia di Trento vi è estremo bisogno di superfici prativo foraggere supplementari rispetto all’attuale fabbisogno necessario al patrimonio zootecnico trentino; per questo stesso, la provincia di Trento è da sempre acquirente di materie prime, sia in termini di mangimi che di foraggi. Le produzioni oltre che il bestiame, trarrebbero da questo seppur limitato aumento di superficie foraggera trentina grande giovamento considerando inoltre che la fornitura di materia prima di origine locale è imprescindibile elemento nutrizionale zootecnico, obbligatoriamente compatibilizzato  con i desiderata relativi ai disciplinari di produzione del marchio qualità Trentino e del marchio europeo “prodotto di montagna”

Avere inoltre, in previsione della nuova PAC, più superficie utile a pascolo da mettere a disposizione del nostro sistema zootecnico permetterebbe di presentarsi nella trattativa con le altre Regioni Italiane per il riparto della nuova PAC 21-28, con una maggiore superficie coltivata a pascolo e/o prato, fatto assolutamente di supporto ad un diritto di richiesta di maggiorazione del volume finanziario assegnato alla nostra provincia per quanto riguarda il budget nei capitoli PAC cd. di “domanda unica” riferiti al sistema dei pagamenti diretti

Doppia utilità di questa condizione è anche l’essere parzialmente sopperente alle decurtazioni che purtroppo nella nuova pac pare siano previste.

Vi è anche un secondo fondamentale aspetto rispetto al quale è il caso di individuare elementi di finanziamento e sostegno e che riguarda l’acquisto di attrezzatura boschiva di livello tecnologico avanzato particolarmente utile per proteggere gli operatori durante il lavoro nei boschi. A causa delle straordinarie condizioni di caduta del legname, la posizione dello stesso nel bosco sottopone i boscaioli a rischi ulteriormente implementati rispetto alla già grave condizione che si manifesta ordinariamente in questo tipo di lavoro, Radici che trattengono solo in parte piante abbattute, trazioni incontrollate da parte di pile create casualmente dal vento determinano effetti fionda ed incontrollate reazioni che inevitabilmente si scaricano su chi opera nei pressi del pezzo in lavorazione. Avvicinarsi in protezione dentro a macchine operatrici dotate di braccia meccaniche attrezzate con processore forestale risolve quasi definitivamente questo specifico pericolo.

La Giunta Provinciale deve individuare con apposito regolamento il diritto di accesso a questi finanziamenti indicando in termini di attività di diversificazione per le imprese agricole le caratteristiche di qualifica parificanti le stesse rispetto alle imprese boschive. A questo punto per entrambe i tipi di azienda l’implementazione meccanica specialistica dell’attrezzatura permetterebbe loro di aggredire il danno boschivo al riparo di protezioni straordinarie.

Sono a tutti noti gli incidenti e le purtroppo aumentate morti in bosco che tragicamente hanno aperto questo inverno. In normali condizioni il lavoro del boscaiolo è già il più pericoloso al mondo ma questo stato di calamità naturale ha incredibilmente reso le nostre foreste ancora più insidiose. Considero quest’insieme di fatti di estrema gravità ed importanza, dunque una soluzione va trovata con urgenza affinché questa aumento di infortuni rimanga un triste, fortuito drammatico fatto eccezionale.

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Cominciamo bene!?

 

Anche oggi il nostro primo pensiero va ad Antonio, attendiamo con trepidazione buone notizie.
Intanto il mondo però va avanti e chiamato ad esprimermi nell’ambito del mio lavoro ho raccontato in questi giorni un mio pensiero (forte) di quanto sta succedendo nel mondo del turismo Trentino. Spero di sbagliare e che il “cambiamento” non sia questo

 

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/dallapiccola-failoni-si-fa-condizionare-dallunione-che-porta-avanti-idee-vecchie-di-30-anni

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Questo governo dovrà affrontare il tema dei lupi e degli orsi e capirà quanto è difficile amministrare.

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Riporto dalle cronache del Consiglio un estratto riguardo al mio intervento in aula dell’11 dicembre u.s.

Michele Dallapiccola del Patt si è soffermato sulla Valdastico e sul tema, fino a poco fa rovente, dei grandi carnivori. Una scelta, quella della Valdastico, che rappresenta, ha detto, una presa in giro per i cittadini della Valsugana; una presa per i fondelli che va a avanti da 50 perché la Valdastico è sempre stato un tema da sollevare quando non c’erano idee. “Anche questa volta – ha detto ancora – finirà in una lunghissima discussione che darà fiato ai comitati. Oggi il contesto sociale è difficilissimo da gestire e le decisioni sono influenzare da questi movimenti. Non c’è che lasciarvi fare e sarà il futuro a mostrare le vostre capacità di gestire il dissenso”.
Rivolgendosi all’assessore Failoni ha detto di averlo sentito portare, in questi primi giorni, solo le posizioni di una sola associazione di categoria, ma chi governa, ha ricordato, deve sentire tutti.
Alla consigliera Ambrosi ha ricordato di non aver firmato alcun progetto Life Ursus perché si tratta di un bando internazionale, che si è chiuso nel 2004, quando Dallapiccola non era ancora in Consiglio. “Questo dimostra che è facile parlare dei problemi quando si parla dall’esterno e ben diverso è affrontarli con responsabilità di governo. Lascio in eredità – ha aggiunto – a Fugatti orsi e lupi, argomenti che sono spariti dopo la campagna elettorale, ma che rappresentano ancora un problema per gli allevatori. Ed ricordo che è stato il Governo vostro amico ad impugnare la nostra legge per proteggere almeno le persone dai grandi carnivori. Notizia del ricorso che, curiosamente, è stata comunicata nella prima seduta del Consiglio che vede la vostra maggioranza”. Ma, in tema di orsi, ha ricordato, c’è un altro problema all’orizzonte: la consanguineità. La nostra popolazione di orsi, ha affermato, si sta ibridando entro due linee famigliari e quindi o si fanno scelte o si estingueranno. Gli allevatori saranno contenti ma, ha aggiunto l’ex assessore, dall’altra vi troverete a dover dire che volete l’estinzione e ciò provocherà una crisi nazionale e internazionale. “Io ho provato cosa vuol dire avere a che fare con proteste che vi porteranno sulla ribalta nazionale e internazionale. Con Daniza, ha detto rivolto a Failoni, c’era la preoccupazione seria del boycot Trentino specie in ambito turistico”.
Governare, ha concluso, significa scegliere con tutte le conseguenze.

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Parte una nuova esperienza.

È partita la sedicesima legislatura. Il mio incarico istituzionale cambia completamente prospettiva ed oggi guardo il governo Provinciale dai banchi dell’opposizione. La democrazia e le persone hanno scelto questo e dunque sta a noi amministratori il compito di rispettarlo. Di certo non verrà meno l’impegno e la serietà nell’affrontare problemi quotidiani e visioni del futuro con la grande opportunità di poterlo fare dall’interno del massimo organo di programmazione normativa: il Consiglio Regionale e Provinciale, il nostro Parlamento!Per chi volesse saperne di più, di seguito anche il link del sito istituzionale.

https://www.consiglio.provincia.tn.it/istituzione/i-consiglieri/Pages/consigliere.aspx?uid=55483