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Anche Il Dolomiti riporta le nostre preoccupazioni in campo turistico

Stasera anche iI Dolomiti ha ripreso alcune nostre preoccupazioni relative al comparto turistico trentino.

Nel frattempo un bravissimo imprenditore del settore, oggi, mi racconta la sua esperienza:
“Come analisi generale la trovo condivisibile ma per gli imprenditori e le imprese ci sono sempre i soliti problemi (imputabili oltre che all’Italia indebolita anche a fattori esterni derivati dalla globalizzazione che controllano i mercati) mille impicci burocratici (che pure si autoalimentano anche per sollevare dalle responsabilità l’apparato amministrativo)e gabelle insopportabili che determinano margini ai limiti della sopravvivenza (nelle migliori situazioni e se consolidati da decenni) La crisi diffusa e il sistema del credito hanno dimezzato i valori patrimoniali annullando il sacrificio di più generazioni.
Infine il ricambio generazionale molte volte sofferto, lacera ancora di più le aziende. Tutti questi fattori in linea col declino delle Pmi purtroppo.
Soluzioni? Forse ci vorrebbe più rete tra le imprese e più azioni di supporto vedi public company quali sostegno dell’identità aziendale.
Tutto il resto ossia la salvaguardia dell’ ambiente, il sostegno del lavoro e delle famiglie in difficoltà concretizza poco con l’economia debole.L

Lamia famiglia ed io siamo però tranquilli perchè abbiamo la coscienza di aver generato un circuito virtuoso a sostegno della nostra comunità in oltre 70 anni.”

Parole che devono far riflettere.

 

https://www.ildolomiti.it/economia-e-lavoro/2019/turismo-un-2018-da-record-ma-dallapiccola-e-preoccupato-l-assessore-non-si-lasci-influenzare-da-salvini-ospitato-nellalbergo

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Dati positivi per il turismo trentino: soddisfazione o preoccupazione?

E’ di questi giorni la diffusione puntuale di alcuni dati relativi ai numeri degli ospiti del sistema turistico Trentino. Numeri prudenti tra l’altro poichè dalla statistica risultano esclusi gli alloggi privati. Queste informazioni si possono considerare tuttavia di buon auspicio, presentate sia in termini assoluti sia in forma comparata al passato a partire dal 2000 e dal 2013 (anno in cui è iniziato il mio mandato). Si può constatare che la strada che ci ha portato a questo successo è stata costellata quasi costantemente da segno positivo.

Ma a che cosa è dovuto un successo che pure presenta ombre e criticità sulle quali vorrei tornare più avanti? Come tutte le pietanze che si rispettino è composto ovviamente da molti ingredienti, elenchiamoli:

innanzitutto un’ottima macchina amministrativa quale in particolare il tandem dipartimento turismo della Provincia autonoma di Trento/Trentino Marketing per quanto riguarda l’organizzazione e la promozione centrale. Un encomio va anche al sistema APT/Pro loco per quanto riguarda la promozione locale. E’ un sistema che in gran parte abbiamo ereditato dal passato cominciando il nostro mandato di Giunta in un momento di crisi finanziaria che ci dato però il coraggio di intraprendere alcune azioni straordinarie.

La prima fra tutte fu determinata proprio dalla carenza finanziaria provocata dal Patto di Stabilità che ci spinse ad attivare la tassa di soggiorno con un meccanismo però – unico in Italia – che prevedeva la restituzione della tassa di soggiorno raccolta dagli ospiti, ai territori di competenza consegnandola come dotazione alle APT/Pro Loco, ed implementata di disponibilità provinciali. Con questo sistema si raccolgono ogni anno sempre più fondi – oggi siamo a circa 17 milioni di euro – e dunque tra quelli provinciali assegnati ai territori e alla Trentino Marketing, sono quasi 50 i milioni di euro che ogni anno spendiamo per la pubblicità, gli eventi e la promozione in genere. Sembrano tanti, lo so, ma provate a paragonarli ai circa 3 miliardi di PIL tra fatturato diretto ed indiretto che il turismo provoca in Trentino e converrete quanto adeguato sia l’investimento.

Il secondo “asset” che ci ha dato grandi soddisfazioni è stata la Guest Card uno strumento usatissimo per cercare di mettere in rete tutte le risorse turistiche che il nostro Trentino possiede. Pure in modalità diverse ed applicata in maniera non perfettamente omogenea essa rimane un ottimo strumento che stupisce i nostri ospiti.

Ma il vento forse più importante che ci ha spinto a superare certi confini e raggiungere sempre più persone è stata la rivoluzione digitale che abbiamo effettuato all’interno della Trentino Marketing. Snellita nell’organigramma quest’azienda ha voluto dedicare un pool di persone scelte tra il proprio organico formandole innanzitutto con preparatori assolutamente adeguati di provenienza accademica e respiro internazionale; con loro ha sviluppato una vera e propria piattaforma digitale multicanale – social e non – che ci ha permesso di implementare il numero di persone raggiunte in maniera esponenziale.

Sono stati fatti degli investimenti molto pesanti sul sistema degli impianti di risalita e sul bike (dove invero c’è ancora tantissimo da fare) responsabilizzando i privati attraverso l’affidamento loro della gestione degli asset impiantistici che grazie al nostro intervento sono diventati pubblici.

Questo mix ha permesso di terminare l’epoca in cui attraverso il meccanismo della partecipazione azionaria la provincia doveva ogni anno ripianare perdite di società miste.

A parte un caso socialmente molto difficile – dove purtroppo per il loro innato atteggiamento le persone di quel luogo sono in preda ad una vera e propria crisi di comunità -, praticamente in tutte le località del Trentino si è ritrovato non solo l’equilibrio finanziario ma in molti casi si sono prodotti utili che in qualche caso sono stati notevoli.

La connessione con l’agricoltura, lo sviluppo di nuovi prodotti  e l’evitare di de-stagionalizzare in senso classico ci ha portato a costruire vere e proprie stagioni ulteriori all’estate e all’inverno con nuove attrattive per i nostri potenziali ospiti con propri eventi, propria identità e specifica promozione quali appunto la primavera e l’autunno.

Soddisfatti e tranquilli dunque ora? Direi assolutamente no. La crisi è sempre in agguato e come mi hanno insegnato gli albergatori è la redditività che rimane ancora non pienamente soddisfacente. Ad onor del vero attraverso uno strumento di indagine valutativa digitale, H-benchmark, ci siamo accorti che questi numeri negli ospiti, hanno dato il coraggio ai nostri albergatori di alzare l’asticella del prezzo ma la strada della serenità per loro è ancora lunga e lontana; di sicuro, credo, farlo con l’albergo un po’ più pieno che in passato è forse meno difficile che farlo con l’albergo meno occupato.

I pericoli più gravi ora?  Quelli di una terra meno appetibile che non sia in grado di valorizzare elementi come il proprio paesaggio, la propria natura, nel segno della sostenibilità e della qualità ambientale. Fanno parte della reputazione Trentina da sempre nonostante severe leggi o antipatici provvedimenti (chiusura dei passi tanto per citarne uno) siano state e siano ancora difficili da far passare e digerire alla popolazione.

Come quando applicammo la tassa di soggiorno, ci vorranno coraggio e nervi saldi e la cifra delle scelte ragionate e ponderate dovrà dotarsi dell’ingrediente più importante: la nostra AUTONOMIA. Ecco perchè è molto difficile pensare che Salvini o i suoi discepoli in Trentino possano capire lo spirito di questa terra e siano dunque in grado di interpretarlo in maniera schietta e genuina. 

Temo insomma che abbassare la guardia sul mantenimento delle nostre prerogative di governo o badare troppo a influenze milanesi, specie se ospitate in albergo, possa vincolarci e non permetterci di ragionare nel pieno della nostra forza, lucidità politica e mentale. L’altro aspetto di preoccupazione è che la nuova Giunta risulti troppo appiattita solo su interessi di alcune parti sociali anziché affrontare il percorso di confronto di ambito turistico in termini plurali e trasversali.  Questo pericolo trova terreno fertile nel fatto che alcune associazioni di categoria in Trentino sono afflitte da gravissime crisi di ricambio generazionale con correnti di politica di gestione interna, quando non addirittura degli stessi rappresentanti, attempate, stantie e per nulla disposte a dar spazio a nuove leve.

Sia come in ogni sfida dunque e cioè sarà dei posteri la sentenza finale.ladige turismo

ass. Michele Dallapiccola 
©2017 foto Romano Magrone
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Onori ed oneri: chi governa deve accettare sfide e critiche.

Alcune affermazioni a mezzo stampa, accomunano in questo fine settimana, due esponenti della giunta provinciale: sono il nostro beneamato presidente Fugatti la sua fida assessora Zanotelli, uniti nel modo di reagire (a mio avviso pessimo) a fronte di giuste istanze di cittadini. A onor del vero, questo tipo di approccio ai problemi non è assolutamente un nuovo da parte loro né dunque sorprende il sottoscritto per toni e per contenuti.

Rispetto al passato, la considerazione che mi permetto di fare deriva dal fatto che è nuovo e diverso il loro ruolo. Mentre prima infatti queste persone ricoprivano posizioni di opposizione ora invece la loro attività è di governo ed e’ innanzitutto per questo principale motivo che dovrebbe cambiare – a mio modesto avviso – lo stile, il tono e la loro capacità di reagire alle critiche. Rispondere stizziti alle istanze dei cittadini davanti ai problemi scaricando sulle amministrazioni del passato senza assumersi una responsabilità programmatoria trasmette molta immaturità umana oltre che scarsa professionalità politica.

Aggiungo che l’esser da poco insediati non giustifica l’eventuale scarsa preparazione. I cittadini del Trentino hanno eletto queste persone alla guida di un Ente che ha un bilancio oltre 4 miliardi e mezzo (pari a quello di una multinazionale) che non può tollerare e accettare frasi come quelle ad esempio che ha spesso utilizzato l’assessora in questione e per citarne la più ricorrente riporto: “sono qui per imparare”. Eh no, cara assessora, con lo stipendio che ricevi prima  ti prepari e poi intervieni pubblicamente anche in considerazione del fatto che è da marzo 2018 che hai uno stipendio che ti permette di dedicare tempo allo studio e alla preparazione.

Insomma da un lato posso comprendere ma dall’altro non posso certo giustificare  il loro viver male le critiche ricevute; chi amministra dovrebbe innanzitutto porsi con l’atteggiamento del buon padre di famiglia, riporre nervosismi ed impazienza nel cassetto e dalla critica ricavare valore costruendo proposte serie e concrete anche per problemi apparentemente irrisolvibili proprio quali possono sembrare l’instabilità di un versante franoso a Tovel o la presenza fastidiosa e apparentemente ingestita del lupo sul nostro territorio.

PS: a proposito di quest’ultimo argomento, segnalo che probabilmente il ruolo del nostro presidente non è quello di recarsi a valutare se i morsi sulle carcasse sono compatibili con quelli di un lupo o di un cane randagio (accompagnato da telecamere dal vago sapore propagandistico elettorale), per quelle valutazioni abbiamo un ottimo corpo forestale ed un servizio veterinario che sono perfettamente in grado di occuparsi della questione. Molto più volentieri avrei voluto leggere la notizia che Fugatti ha immediatamente contattato Salvini per fare pressione sulla parte gialla del nostro Governo al fine di permettere al Trentino, buon esempio di autonomia, di diventare Provincia pilota nell’applicazione di una legge che il lupo lo vuole gestire e che è stata già scritta dalla precedente amministrazione.Screenshot_20190121_094041Screenshot_20190121_094134

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Riduzione del numero delle APT. Ma è davvero la prima cosa da fare?

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Apprendiamo dalla stampa odierna di fumose dichiarazioni del nuovo assessore al turismo Trentino. Come ho già avuto modo di commentare ritorna evidente che tra le sue intenzioni politiche vi sia soprattutto quella di portare avanti un mantra, quello relativo alla riduzione del numero delle APT.

Ecco, per questi Enti il problema è il numero (15 affiancate da 5 Consorzi Pro Loco) e non quello di nuovi ruoli da individuare, per loro nessun nuovo compito da pensare, nessuna riflessione di come armonizzare le loro variegate ragioni sociali, nessuna proposta di variazione di ambito d’azione e/o di competenze, di connessione intra, inter ed extra territorio: no! Niente di tutto questo, il problema principale da citare per il nuovo assessorato è quello relativo al loro numero.

La questione è nota, specie al sottoscritto, giacche da sempre questo cruccio affligge UNAT, associazione di categoria della quale, da operatore, fa parte anche l’amministratore in oggetto di questo articolo.
Ora, se da un lato il parallelismo non è perfetto, va tuttavia rilevato che nel vicino Alto Adige, le associazioni turistiche sono quasi 80 e non solo non ci sono difficoltà di gestione o di bilancio ma lavorano per un ottimo risultato in campo turistico che spesso è citato come esempio proprio dallo stesso assessore.
Chiedo allora e soprattutto a me stesso dove si pensi di arrivare con una razionalizzazione di questa guisa? E per quali ragioni in prima battuta si citi principalmente quest’unico provvedimento? Sono forse 4 o 5 CDA in meno a fare risparmiare alla Pat corposi finanziamenti al comparto turistico? Non è il caso di partire invece ad analizzare forme giuridiche, connessioni, compiti condivisi e di sovrambito, argomenti che sono a mio avviso da mettere assolutamente prima sul piatto della discussione?

Aggiungo inoltre che dentro a questa Giunta Provinciale si verifica anche un’ulteriore strana contraddizione: da un lato sugli enti locali, si tende a bloccare l’obbligo delle gestioni associate tenendo quindi più alto il loro numero, dall’altro nelle APT, altro ente locale – che ha innanzitutto compito di fornire informazione e costruire prodotto turistico – ad accorpare e gestirne la riduzione del loro numero a suon di leggi (almeno nel iniziali intenzioni).
Credo che all l’assessore vada data un’apertura di credito data la sua auto-dichiarata impreparazione in campo amministrativo provinciale attendendo nuove sue dichiarazioni alla luce degli approfondimenti che ci auguriamo egli avrà il tempo e la voglia di eseguire.

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Parte una nuova esperienza.

È partita la sedicesima legislatura. Il mio incarico istituzionale cambia completamente prospettiva ed oggi guardo il governo Provinciale dai banchi dell’opposizione. La democrazia e le persone hanno scelto questo e dunque sta a noi amministratori il compito di rispettarlo. Di certo non verrà meno l’impegno e la serietà nell’affrontare problemi quotidiani e visioni del futuro con la grande opportunità di poterlo fare dall’interno del massimo organo di programmazione normativa: il Consiglio Regionale e Provinciale, il nostro Parlamento!Per chi volesse saperne di più, di seguito anche il link del sito istituzionale.

https://www.consiglio.provincia.tn.it/istituzione/i-consiglieri/Pages/consigliere.aspx?uid=55483