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Zootecnia, ancora nubi all’orizzonte?

Niente di nuovo sotto il sole nemmeno dopo un mio question time di stamattina dove ho chiesto se prosegue l’intenzione di attivare un servizio di consulenza economico-finanziaria da parte della FEM su istanza della giunta.

L’assenza dell’Assessora ha lasciato la risposta a Fugatti che distrattamente ha letto poche righe dalle quali si è con fatica compreso che in questo come in molti altri campi in zootecnia si procede a tentoni, specialmente per nuove iniziative.

Esattamente come ho percepito da parte degli allevatori durante la mia partecipazione alla loro Festa di primavera durante lo scorso fine settimana.

Aggirandomi per i padiglioni per recepire qualche consiglio dagli amici, incassare qualche critica al mio nuovo ruolo di consigliere ho potuto ascoltare che sensazioni susciti la gestione della zootecnia di ambito Provinciale da parte di questa nuova Giunta.

A onor del vero direi che il sentimento che più ho percepito è la rassegnazione di fronte ad un inizio di legislatura presentato come tutto da ricostruire, quasi come se si stia ripartendo da zero ed ho persino trovato chi mi ha manifestato la voglia di non commentare perché timoroso di non so quali ritorsioni (ndr. ma in effetti…).

Vi sono una serie di incertezze che adombrano il futuro degli allevatori.

  • Non è stato ancora superato il disagio determinato dai ritardi nei pagamenti. Girano voci su un possibile quanto inutile ricorso a Cooperfidi. Procedure macchinose e poco utilizzate dagli allevatori, in effetti anche qui confermo per esperienza provata.
  • Il problema grandi carnivori non riceve la dovuta attenzione particolarmente sul fronte degli aiuti pratici in termini di stanziamenti per opere di prevenzione. Sì continua a promettere soluzioni radicali e interessamenti di alto livello senza di fatto che di questi si possa sperare in un riscontro pratico: leggasi provvedimenti sugli abbattimenti che pena una decimazione dei soggetti predatori – ovviamente e legalmente impraticabile – non sortirebbe effetto alcuno.
  • Sul fronte della promozione del latte sul mercato nessun piano straordinario di sostegno al settore. Di questo passo Latte in Festa, manifestazioni varie ed attività straordinarie in genere risultano completamente non confermate.
  • Il Marchio Qualità Trentino langue specialmente nei disegni della programmazione di nuove attività di promozione ed espansione del suo paniere senza contare che non si capisce a quale dei due assessori, che ne rivendicano la competenza, si debba rivolgersi.
  • Il premio insediamento giovani e la misura investimenti in agricoltura, finanziati a metà, hanno lasciato molti scontenti sul campo e non si hanno notizie di ulteriori stanziamenti straordinari nel breve periodo.
  • La nuova PAC ancora in discussione non fa presagire nulla di buono e dalla rimodulazione dei pagamenti diretti e dei Psr, potrebbero non risultare immuni le zone di montagna.

Questo solo per citare alcune delle preoccupazioni che più hanno colpito la mia sensibilità.

Per cognizione di causa aggiungo che i tagli effettuati al settore a seguito dell’intervento della giunta per reperire i fondi per compensare i danni da maltempo non hanno ancora ricevuto compensazione né (per ora) impegno a rifondere i capitoli decurtati. Il più significativo è il capitolo del premio compensativa sul PSR.

Me ne sono andato portando con me rammarico, consigliando pazienza, perché so che di quella gli allevatori ne hanno molta.

Fortuna loro.

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