Nuovo Rifugio Tonini. Occasione mancata o saggia decisione?

Da Michele Dallapiccola

L’estetica è una materia di studio accademica. Tale e tanta è la complessità che ne delimita contenuti e confini, da infilarsi in ogni meandro della cultura umana.

Su che cosa sia brutto o bello si sono scritti fiumi di inchiostro e spese vite intere. A questo coloratissimo puzzle che ha scritto l’umanità durante i secoli della sua storia intellettuale, il Consiglio comunale di Piné l’altra sera, ha voluto aggiungerne un ulteriore tassello.

L’estetica rimane per me materia imperscrutabile. Al Consiglio Provinciale non sono richiesti pareri su questo tipo di decisioni. Ma non voglio nemmeno non esprimersi o peggio ancora tirare in mezzo il benaltrismo. Dunque affermo a titolo integralmente personale che la proposta architettonica per il nuovo Rifugio Tonini era bellissima. 

 

Questa ad esempio è una casa che ho visitato in Val di Non l’altro giorno. L’architettura moderna che che l’ha disegnata, è a mio vedere semplicemente affascinante. Stacca completamente dai canoni stilistici storici e si affianca alla tradizione che la circonda. Lo fa in maniera netta, decisa, senza mezzi termini. Anzi con la sua personalità connota l’epoca nella quale è stata costruita. Si distingue nettamente da ciò che le sta intorno 

 

Nel frattempo arrovellando su aspetti che i consiglieri comunali hanno dovuto valutare con le dovute attenzione Pinè ha votato per la tradizione. Ha votato contro perdendo un’altra delle sue occasioni di rilanciare il turismo locale.

 

Ne arriveranno altre in  futuro. Forse. Ma non ora, perché in amministrazione come nella vita con le occasioni, ogni lasciata è persa.