NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA

Da Michele Dallapiccola

Ogni uomo è una componente integrante dell’umanità, una parte di un tutto.

Così cita Ernest Hemingway, in epigrafe al suo romanzo “Per chi suona la campana“. Stiamo parlando di “Nessun uomo è un’isola”, verso tratto dalla meditazione di John Donne, che dà il titolo anche all’omonimo libro di Thomas Merton.

 

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

Oggi oso inerpicarmi in citazioni letterarie perché in questi giorni la questione dell’accoglienza umanitaria dei profughi afgani, a tambur battente, rompe il silenzio sul problema gestione immigrazione. Un’opinione pubblica distratta dalla pandemia dal green pass, dai novax e da altre simili questioni sul banco, ha contribuito non poco a trascurare questa sentita preoccupazione sociale.

 

Non se n’erano dimenticati invece, gli operatori di settore di turismo ed agricoltura. Quest’anno, i propri dipendenti li hanno dovuti cercare col lumicino E si racconta di strutture che hanno fatto fatica ad aprire proprio a causa della carenza di personale. 

 

Non si tratta di una questione esclusivamente legata al reddito di cittadinanza che ha pure avuto un suo pesante ruolo ma piuttosto di un minore flusso di persone tra Stati bloccate da problematiche di natura sanitaria; lo dicono i numeri. Sono infatti molto più numerose le persone appartenenti alla seconda fattispecie rispetto alla prima.

 

Come la mettiamo con la reputazione nazionale ed internazionale del Trentino sul piano turistico?

Ecco un particolare di non poco conto: la reputazione del Trentino. Può una terra che si proclama turistica, autonoma, capace di gestire la miglior qualità di vita rispetto al livello nazionale e al pari delle migliori democrazie nord europee chiamarsi fuori dalle sue responsabilità?

  • Tutelare l’ambiente nel migliore dei modi,
  • gestire il conflitto tra società e grandi carnivori,
  • compatibilizzare l’utilizzo delle discariche di rifiuti con la presenza di turisti e zone proclamate plastic free,
  • gestire le centrali idroelettriche valorizzando i canoni per un miglioramento sociale locale anziché abbandonare al profitto delle multinazionali
  • e senza destare tanti scandali credo sia il minimo sindacale accogliere le persone in difficoltà. Vanno aiutate ad integrarsi in quella società che tra l’altro ha ampiamente dimostrato di avere bisogno di loro. Di tutte quelle persone che con gli spacciatori non c’entrano nulla. Covid o no, flussi di rifugiati o meno, quelli esisteranno sempre e sempre andranno respinti e combattuti.  

I segni di capacità civica avanzata.

Ne sa qualcosa l’Alto Adige che la sua quota parte di persone afgane in difficoltà l’ha saputa accogliere senza battere ciglio. Lì l’amministrazione, nel pieno della crisi da covid ha proclamato che il numero di posti letto in Alto Adige è arrivato ad un numero chiuso. La Terra dei nostri cugini vuole essere un esempio per tutti, un luogo da ammirare, un luogo aperto e non chiuso.

 

Non un’isola dove accadono cose spiacevoli ma luogo accogliente per tutti. Abitanti e soprattutto preziosissimi e graditissimi turisti. In questo periodo il paragone con il Trentino è davvero impietoso. Spendiamo ogni anno milioni di euro per dire al mondo quanto siamo bravi e quanto è bello vivere da noi.

 

Tanta pubblicità patinata come la carta sulla quale è stampata. Con tanta patina come quella che ricopre l’agire amministrativo di questa lega al governo del Trentino.