LA VITA VISTA DA “SOPRA IN GIU’”.

Da Michele Dallapiccola

Ci guardano da quando veniamo al mondo, le nostre cime. E noi guardiamo loro. E così, se salute e buona sorte ci assistono, andarle a trovarle nella vita di noi trentini è quasi un obbligo. Quasi la risposta ad un richiamo.

Così, è capitato a me un paio di giorni fa. Perchè il Frate e la Madonnina mi salutano ogni giorno quando vado in città. E ho osservato per anni, tornando a casa dal mio lavoro veterinario in Valsugana, il maestoso svettare delle cenge che custodiscono il Bivacco. E poi, si scrutano pure dalla Vallagarina, dal Fravort e dalla Valle dell’Adige scendendo verso Trento.

E’ un massiccio imponente quello della Vigolana. E’ raggiungibile con almeno 2 o 3 ore di pazienza e un po’ di allenamento. 1000 metri di dislivello in poco più di 3 km. E’ una montagna aspra, di rocce, selvaggia di mughi ma non per questo disertata.

Da Vattaro si va su, verso il Bivacco, posto a 2030 metri di altitudine, su un poggio roccioso, si sale a dominare il Trentino. Se poi si ha la fortuna di arrivarci presto e trovare qualche posto libero, passarci la notte è ancor più affascinante.

Il Rifugio Casarota poi, a scendere verso Centa, è un’isola di comfort e di piacere per palato e cuore. Da non mancare.

E’ davvero indescrivibile la soddisfazione che la fatica regala a salire in quota osservando dall’alto i luoghi del proprio quotidiano. Un piccola fatica per i più allenati, una grande soddisfazione per i meno abili che rende questo sforzo ancora più appagante. 

Intanto là sotto, tutto appare più semplice e per un attimo si possono dimenticare i problemi che ci riserva la vita quotidiana.