Assestamento di Bilancio. Attenzioni che portarono poca fortuna?

Da Michele Dallapiccola

Si è chiusa la manovra di assestamento in Consiglio provinciale: ormai da qualche giorno. E adesso non ne parla più nessuno. 

Eppure, la cifra alla quale pareggia il nostro bilancio è assai ragguardevole, praticamente mai vista prima. I motivi sono tanti, quasi nessuno positivo od onorevole per chi sta amministrando ora. 

Il termine delle imposizioni della Spending review, l’aumento del PIL provinciale a causa delle aumentate tasse del governo Meloni (e il relativo ritorno dei nove decimi al nostro bilancio), insieme ai tanti fondi non spesi, compresi quelli del PNRR, hanno consegnato nelle mani dei nazionalisti in salsa trentina, un tesoretto di non poco conto. 

Dal canto loro, sul come spendere meglio queste risorse, le minoranze qualche indirizzo avevano provato a darlo. La cocciutaggine della giunta nel respingere qualsiasi consiglio, ha permesso loro di portare a casa poco più che briciole. 

Nel frattempo il governo provinciale si sgolava a raccontare che le cose stavano andando bene per tutto il proprio impegno nell’amministrare questa montagna di soldi. Nonostante le campane che si sentono fuori dal contesto politico partitico di maggioranza suonino tutta altra musica. Di certo inascoltata anche dai Consiglieri di Maggioranza. Al punto che alcuni di loro hanno propinato all’autorevole Parlamento trentino un paio di provvedimenti che al cospetto dei veri problemi dei concittadini assumono un aspetto a dir poco ameno. Condizione questa, enfatizzata infatti anche dai media. Forse perché daranno soddisfazione a quella parte di natura più primitiva che ancora alberga in alcune persone: l’istinto cacciatore-raccoglitore, quello che per qualche millennio contraddistinse ad esempio l’etologia e la biologia dei Neanderthal, ramo secco della filogenesi umana che sopravviveva appunto solo grazie alla caccia alla raccolta.

Accadeva in quel periodo preistorico per poter sopravvivere, accade oggi per funghi e beccacce, buoni per carpire voti e consenso e politicamente parlando, per sopravvivere ancora.

Al diavolo le borse di studio per gli aspiranti infermieri, al diavolo gli investimenti in sanità, in qualità di vita, in tutela ambientale. A parte un unico vero provvedimento di settore. Infilato nel culmine della notte forse per sfuggire a spiegazioni e critiche. Quello riguardante la gestione del lupo. Si è così evitato di dover spiegare alla stampa, ai trentini, agli allevatori e agli ambientalisti come si intendesse affrontare di lì in poi questo spinoso problema. 

A forza di pensare soltanto alla caccia e alla raccolta i Neanderthal si estinsero. Furono i Sapiens a sopravvivere e a prendersi la scena dell’evoluzione. Era il ramo degli ominidi che programmavano, che si organizzavano e che trasformarono la caccia e la raccolta, in agricoltura e allevamento. È un messaggio a questa giunta che anche di questi due ultimi aspetti (insieme a sanità e sociale) – a ben vedere – si occupa solo in chiave elettoralistica e di consenso partitico.