STADIO DEL GHIACCIO DI PINÉ. A RISCHIO UN CAMBIO DI PROGRAMMA?

Da Michele Dallapiccola

Pochi giorni fa si è tenuto il Consiglio Nazionale del CONI. Si è parlato di strutture.

Ospite del Consiglio Nazionale, il sindaco Giuseppe Sala, categorico circa il fatto che la cerimonia di apertura dei Giochi, in programma il 6 febbraio 2026, si svolgerà nell’attuale San Siro. “Per avere un nuovo stadio – sostiene – tra ricorsi al Tar e possibili referendum, mancano ormai i tempi tecnici. Resterà un impianto degnissimo, ma non posso negare le preoccupazioni circa il futuro. (Omissis…) Il sindaco ospite del Consiglio nazionale Coni nel capoluogo lombardo: “Per avere un nuovo stadio mancano ormai i tempi tecnici”. Il presidente Malagò: “I lavori procedono ma ci sono dei ritardi”.

A QUESTO LINK, sulla Gazzetta dello Sport, completa il resoconto con il suo pensiero proprio la figura di vertice del CONI.

Giovanni Malagó, presidente del Coni, allarga il discorso relativo a tutti i siti di Milano-Cortina. “Nelle prossime ore – dice – verrà presentato il progetto per l’Arena di Milano Santa Giulia che ospiterà il torneo di hockey ghiaccio maschile e sul quale pende un ricorso al Tar. In generale c’è qualche ritardo, ma resto fiducioso. Circa il pattinaggio velocità pista lunga, il nostro dossier da sempre prevede si svolga a Baselga di Pinè. La materia è però oggetto del contendere, con tanti stakeholders, federazione internazionale in testa, che spingono in altra direzione. Io difenderò la scelta fino in fondo, ma è chiaro che, ragionando anche in termini di eredità olimpica, non potremo sostenere spese folli”. Il riferimento è alla copertura della struttura.

Ecco, poche persone come me, nel Consiglio Provinciale, sono affezionate alla comunità pinetana, dove affondano le radici del mio albero genealogico.

Scrivo queste parole di preoccupazione perché sulla vicenda dello stadio del ghiaccio, a livello locale non si vede muoversi un filo d’erba.

La lega, in questi quasi quattro anni di governo, ci ha sedati, specialmente nelle aspettative.

Prodiga di promesse, per contro, ha generato aspettative locali pazzesche.

All’insegna dell’ottimo, nemico del buono non vorrei che i “pinaitri”, nell’attesa della tanto attesa Opera Magna, finissero per lasciarsi sfilare da altre strutture in Italia, già pronte e affamate di clientela.

Ho voluto affidare al web questo mio umile pensiero perché mi sembra giusto tenere alta l’attenzione su questa preoccupante vicenda.