Michele Dallapiccola
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E’ partito il 2023. E i nodi, per politica e cittadini, vengono tutti al pettine.

Da Michele Dallapiccola 7 Gennaio 2023

All’inizio era il cambiamento. “Lasciateli fare, lasciateli lavorare”: ci diceva qualcuno. E in tutta onestà un po’ di dubbi sul fatto di essere troppo severi nei nostri giudizi da oppositori, erano venuti anche a noi. 

Fin dai primi mesi però, con le modalità di reperire i fondi per Vaia (cancellando stanziamenti pregressi anziché attivare debito) i dubbi si sono presto fugat(t)i. E a confermarli è arrivato il modo di gestire il Covid e la crisi geopolitica. Le scuse le hanno credute in pochi perché le stesse condizioni di crisi, a Bolzano o in Veneto ad esempio, sono state gestite in maniera più responsabile. Qui invece, sembra quasi che si cerchi di sviare l’attenzione anziché focalizzarsi sui problemi reali. Si lanciano idee, si cavalca il consenso, l’opinione, il momento. Tanto show, tanto presenzialismo, tante promesse. La chiamano vicinanza ai territori. Solo che senza vicinanza agli uffici della Provincia poi, appalti e questioni burocratiche complesse vanno avanti con ritmo e ordine impropri. I tempi di risposta si dilatano e con loro il numero di scontenti. Il problema è che 5 anni sono passati in fretta. E l’impressione che alle questioni tecnico amministrative la lega si sia dedicata poco, c’è tutta.

Basterà un nuovo concerto?

Pare che la prossima estate la lega ce la farà passare all’insegna del bel canto. Al motto “canta che ti passa”, a spese di tutti i contribuenti trentini si organizzeranno dei nuovi concertoni. Basteranno per compensare il disastro di una sanità allo sbando? Basteranno le promesse di appalti milionari in luogo di un sistema raccolta rifiuti in crisi o un caro vita che sembra non fermarsi più? Queste sono solo alcune delle questioni politiche lasciate a se stesse. 

E sono tutte destinate a fare la stessa brutta fine dello stadio del ghiaccio di Pinè. 

Il caso di malgoverno leghista per antonomasia. A Pinè la lega si era presentata con leggerezza, dispensando ottimismo e sicurezza. E le persone ne erano state più che liete. Ci credevano. 

Come tutti i trentini nelle istituzioni, avevano fede. Anche qui l’esperienza comune veniva da un passato in cui dal Governo potevano arrivare anche i no. Ma quando le risposte erano affermative, lo erano per davvero.

Ma era prima del 2019. Poi c’è stato il cambiamento.

7 Gennaio 2023 0 Commenti
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A COSA SERVA LA POLITICA? 

Da Michele Dallapiccola 6 Gennaio 2023

Fin da ragazzo, ho nutrito un’ammirazione viscerale nei confronti della figura di Piero Angela. Mi colpivano i suoi modi semplici di spiegare cose difficili, la grande dedizione ma soprattutto la grande umiltà con la quale si approcciava al suo vastissimo pubblico. Proseguendo nel cammino della mia vita, dopo aver investito anima e cuore nella scienza (veterinaria),  mi ritrovai a leggere questo suo saggio quando già rivestivo la carica di Sindaco. Mai avrei immaginato quanto i suoi contenuti mi avrebbero indirizzato nelle mie azioni future. E ancora, ad anni di distanza, considero questo come uno dei testi che dovrebbe entrare nei programmi didattici. Vi risparmierò inutili sintesi ma la frase centrale di tutto il dialogo è per me assolutamente indelebile. 

La politica serve a ridistribuire la ricchezza.  

Ce lo siamo forse dimenticato perché spesso noi politici compiamo azioni ai più incomprensibili. Anzi, più il livello politico è ampio più queste azioni lo diventano 

Così, un Sindaco di paese che dà l’impressione di attuare prevalentemente azioni concrete è meno antipatico di un parlamentare. L’azione di questo infatti sembra così lontana dalla vita quotidiana delle persone da risultare ai più, letteralmente incomprensibile.

Eppure entrambi fanno politica. Entrambi, con le loro scelte, orientano il destino delle persone in maggiore o minore numero, lavorando da lontano oppure operando da vicino.  In Trentino, l’Autonomia intesa come possibilità di scegliere e responsabilità di organizzarsi, può mitigare gli effetti di percezione negativa nei confronti della politica, specie quella provinciale. Certo, a cosa serva essere autonomi, rimane una domanda di disarmante attualità alla quale probabilmente ancora troppo poche persone sono in grado di rispondere prontamente.

Più noi politici sapremo offrire risposte concrete e coerenti, più persone sapranno rispondere a questa domanda. Permettendo al Trentino di far progredire la sua preziosa condizione di governo in Autonomia.

6 Gennaio 2023 0 Commenti
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Salvini in Trentino, un viaggio e tre servizi.

Da Michele Dallapiccola 4 Gennaio 2023

Tempi duri anche per le spese dei Ministri?

Dopo aver trascorso le vacanze natalizie da privato cittadino (nell’albergo dell’assessore da lui voluto nella Giunta provinciale), Matteo Salvini ha proseguito la sua presenza in Trentino omaggiando la Provincia di una sua visita come Ministro. Senza lesinare su ammiccanti discorsi di politica di partito (QUI IL PENSIERINO AL PATT).

E così, comprimendo le spese in un solo viaggio, ha fatto tre cose. Del resto, forse ce lo siamo un po’ dimenticato ma il Matteo “nazionale” è anche il capo indiscusso della sezione locale del suo partito che è pure al governo della Provincia. 

Eh sì perchè per quanto simpatico vi possa sembrare Fugatti, capace l’assessora Segnana, umile e competente l’assessore Failoni tanto per citare tre pezzi da novanta della Provincia, la forza politica che li tiene insieme e li coordina è il partito che anche qui si chiama proprio col suo cognome: Lega Salvini Trentino. 

Allora forse ci ritorna un po’ più chiaro il perché dello stile che talora incarna anche la politica locale. Certo non siamo a livelli delle ruspe sulle case dei mafiosi, dei giri in moto d’acqua col figlio, ai fasti del Papeete ma il modo di operare è assai simile. Presenzialismo, spregiudicatezza, tanta piazza e ancor più attività sui social. E qualche totem da erigere come simbolo di consenso. All’uopo, Salvini va annunciando il ponte sullo stretto di Messina.

E dunque in questi giorni, per imitare il suo mentore, la Giunta trentina ha rilanciato. Tempo fa ci aveva provato con la Valdastico, ma era andata male, allora si è buttata sullo stadio del ghiaccio in Pinè ma lì è andata pure peggio. Perché non è come con l’inceneritore che si può continuare a promettere fin dopo le votazioni. A Miola i lavori sarebbero già dovuti partire (e qualcuno, finalmente, se n’è accorto) QUI IL LINK

Allora nei giorni scorso hanno pensato bene di rilanciare col tunnel del Baldo. QUI L’ARTICOLO. Un miliardino di euro di opera – giusto per gradire – e completare il collegamento con Malcesine. Che sempre nei desiderata della giunta dovrebbe essere raggiunto anche da una cabinovia da Brentonico. 

Tutti a Malcesine: Failoni in funivia e Fugatti in galleria. 

Boh? Come mai le persone, prese nel loro insieme, siano così credulone e ne continuino a parlare, non riesco davvero a spiegarmelo. 

C’è davvero bisogno di una proposta alternativa fatta di coerenza, competenza e credibilità. Altrimenti va a finire come in Italia, dove tutti, dopo il Papeete (o peggio ancora dopo l’episodio del Sindaco polacco), dichiaravano avversione al personaggio più discusso della politica italiana. Eppure a settembre se lo sono votato. 

E il Trentino con tutti i suoi acciacchi in sanità, nei servizi pubblici e nel welfare, finirebbe per rivotarsi un’altra volta l’attuale governo. Ecco perché l’Alleanza di centrosinistra sta accelerando a formare una sua proposta. 

E a quel punto, per i trentini, ci sarà finalmente libera scelta. Chi governerà lo farà non certo per come è successo nel 2018: per mancanza di alternativa.

4 Gennaio 2023 0 Commenti
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Territorio, agricoltura, turismo.

Da Michele Dallapiccola 4 Gennaio 2023

Per permettere agli abitanti delle valli di vivere con dignità al Trentino basta poco. 

I grandi impianti, i grandi caroselli sciistici non sono strettamente necessari. O almeno non sempre e comunque. Anche perchè non tutte le località della nostra bella Provincia ne hanno qualcuno in prossimità.

Ci sono però alcune attività insediative dell’uomo, storiche, sostenibili, fanno parte della nostra cultura e del nostro paesaggio. Queste condizioni trovano la loro massima espressione nell’agriturismo di montagna, specie se in quota. 

Quando poi l’infrastrutturazione turistica soft, a misura di famiglie e di bambini si accompagna agli asset citati qui sopra il mix diventa perfetto. Mi è capitato ieri, di constatarlo al Passo Cereda, nel Primiero. 

A quasi 100 km dal Capoluogo, lontano dalle comodità dei servizi urbani. Qui la gente vive perché ha voglia di viverci. E potrà continuare a farlo solo se non sarà sola. I servizi pubblici sono importanti, ma lo è molto di più il lavoro. E qui non ci sono fabbriche dove farsi assumere, terziario dove cercare impiego. Ma c’è una grandissima risorsa naturale, l’ambiente, naturale o coltivato. Da loro. 

Che arrivino ponti d’oro dalla Provincia per chi investe in questi luoghi, che vi sia la massima disponibilità ad agevolare le attività in queste zone. E che le persone, turisti o locali quali siano possano avere tutte informazioni del caso di come raggiungere  fruire queste meravigliose piccole località, che a compensazione della dimensione offrono in cambio la pace e la tranquillità del potersi godere la montagna senza un’assillante ressa.

È questo il Trentino che vogliamo.

4 Gennaio 2023 0 Commenti
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AL DISTRIBUTORE? DIECI EURO A PIENO IN PIU’. 

Da Michele Dallapiccola 3 Gennaio 2023

E li sentiremo tutti. Sono gli effetti della mancata riduzione delle accise sul carburante decisa dal governo nella manovra di fine anno. Il CODACONS fa una previsione di un paio di pieni al mese come media di consumo familiare. La notizia ripresa da diversi media nazionali, ipotizza dunque un valore di esborso complessivo di circa 220 €. Coi poveri gestori delle pompe costretti a fare da esattori e sentirsele di tutti i colori dai cittadini arrabbiati senza avere ne colpa né utile.

La misura è a pioggia e colpirà tutti. Da chi gira in Ferrari a chi con un mezzo di fortuna. 

Beffarda è la norma che trova ampio sarcasmo sul web, che non dimentica e non perdona. E nella realtà i populisti non hanno mai scampo. 

Nel primo caso girano un sacco di clip video di quando la Meloni era all’opposizione e  protestava contro le accise e vi potete divertire a vedere cosa diceva solo poco tempo fa per farsi votare guardando il video qui sotto.

Nel secondo caso la beffa vien da un Governo tutto di destra, qui e a Roma. Infatti, in Trentino, colpisce con una marcia in più. La mano provinciale ha recentemente distribuito a pioggia 180€ a tutti (o quasi) come misura anticrisi. Ecco, non saranno nemmeno sufficienti a pareggiare quelli che invece la mano nazionale metterà nelle nostre tasche. Una specie di partita di giro. 

Al Governo provinciale mandiamo subito un suggerimento.

L’aumento delle accise rimpinguerà le casse nazionali. Col giro dei nove decimi dovuti all’autonomia ciò che dalle accise tornerà in più al Trentino, si impegni fin da subito per delle azioni sociali di respiro locale.

Sarebbe una bella dimostrazione del saper fare il buon uso dell’autonomia, molto più di valore che il ricordare a tutti delle tessere di partito dei nonni.

Nelle prossime ore depositeremo un ordine del giorno che impegni la giunta a tal proposito.

Nella foto di copertina, un ricordo di fine anno. Bei tempi.

3 Gennaio 2023 0 Commenti
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Ciclo dei rifiuti in Trentino. Fonte di indecisione politica o sorgente di nuova energia e interessanti opportunità? 

Da Michele Dallapiccola 2 Gennaio 2023

Anche il nuovo anno per la Giunta provinciale parte con le solite gatte da pelare. Forse perché anche in quello appena trascorso ha fatto poco per risolverle.

Del resto, la matassa dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Trento è piuttosto ingarbugliata e parte da lontano. L’eredità raccolta dalla lega di governo però le è esplosa tra le mani. Non si può negare che tutto parta dal non aver considerato fin dall’insediamento i pericoli di una potenziale previsione errata. Così la Giunta ha ammesso pubblicamente che la discarica di Ischia Podetti era finita in crisi quando era ormai troppo tardi. QUI UNO DEI TANTI ARTICOLI DI PROTESTA

Ricorderemo poi le soluzioni tampone della riapertura delle discariche di Imer e Monclassico. E i lunghi silenzi in  proposito da parte della giunta provinciale. 

Da qualche giorno però la Giunta pare aver deciso qualcosa di più concreto. Il ciclo dei rifiuti terminerà in Trentino. Alias: si troverà il modo di trasformarli in energia anziché smaltirli fuori provincia e/o depositarli per sempre chissà dove. 

Del resto l’inceneritore è un attrezzo di destra! E il machismo del dover dire “io lo faccio”, pure. Solo che questa giunta populista di coraggio o di schiena dritta davanti alle rogne non ha mai dimostrato di averne in abbondanza. Morale ha pensato bene di risolvere la questione scaricando sui Comuni interessati. Una specie di cosa che suona più o meno così. “Io provincia ho detto che si fa! Arrangiatevi poi voi cari miei sindaci a dirci poi dove”.

Qualcosa mi fa pensare – ma magari sono io a vedere solo malizia – che tutto serve per consegnare la discussione alla gogna mediatica mentre arriva il momento di votare previsto per l’ormai prossimo mese di ottobre. Poi, passato quello si vedrà. Intanto populismo e annunci possono essere più che sufficienti, casomai basta ritoccare le tariffe. Ah, anche quelle a fine anno, state pur tranquilli.

Nella foto di copertina due momenti di dissenso a Monclassico e ad Imer

2 Gennaio 2023 0 Commenti
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Ecco il 2023! In men che non si dica, è arrivato anche l’anno nuovo. 

Da Michele Dallapiccola 1 Gennaio 2023

E’ sempre molto difficile fare auguri, propositi o bilanci perché ciascuno di noi vive questo intenso momento a modo suo.

Col suo carico di ricordi, di esperienze, emozioni e aspettative. Che arrivano dalla storia di ciascuno di noi. C’è chi ha avuto fortuna, chi ha pianto, chi si ricorderà per sempre dell’anno trascorso. Magari perchè non vede l’ora che se ne vada ed arrivi l’anno nuovo!

Ecco perché è giusto lasciare a ciascuno il proprio sentire e la propria storia. Per questo nel pensiero di apertura dell’anno nuovo lascerò perdere consigli e opinioni e parlerò di una cosa che mi riguarda molto da vicino: il mio ambito lavorativo.

Il 2023 è infatti l’anno in cui scadrà questo mandato amministrativo per la Lega al governo del Trentino. E mentre la destra scalda i motori alla ricerca della riconferma, tutti i partiti di Centro e di tutta l’area Democratica, si stanno organizzando per allearsi ed individuare un proprio candidato presidente.

Un confronto dall’esito per nulla scontato. 

O meglio lo sarà molto meno del 2018, anno in cui l’allora centrosinistra litiga, consegnando ai seguaci di Salvini la Provincia su un piatto d’argento. Questa volta tutto fa pensare che la contesa rimarrà aperta fino alla fine e l’esito attenderà fino all’ultimo voto. 

Per me, per noi, per la nostra squadra, la sfida sarà però ancora più avvincente. Perché noi di Casa Autonomia.eu, percorreremo quella strada dentro al nostro nuovo schieramento civico. Collaborando con l’Alleanza Democratica per l’Autonomia.

Sono tante le persone a pensarla come noi. La loro compagnia, la loro collaborazione rende l’impegno libero da sentimenti negativi e pieno di entusiasmo e di fiducia verso il futuro. 

Al nostro vecchio, ormai ex partito auguriamo comunque di trovare serenità. E speranza auguriamo anche a quei Trentini che mai avrebbero voluto vederlo a fianco di Fratelli d’Italia, a fianco dei discendenti di Alleanza Nazionale o di qualcosa di più scuro ancora. 

A loro, a quegli Autonomisti e ai trentini ai quali non piace la politica oscura, a chi cerca un po’ di luce e di colore, offriremo il giallo del nostro nuovo Movimento.

Politicamente, noi stiamo lavorando dove siamo stati negli ultimi 25 anni, a fianco del centrosinistra e nell’alveo naturale dei discendenti di quell’Alcide Degasperi, padre che fu della nostra Autonomia. 

L’avventura è ambiziosa ma la squadra è forte. Anche perchè nel panorama politico provinciale rappresentiamo una simpatica novità. L’autonomismo non è protetto da copyright, ma noi interpretiamo comunque quello che rifugge lo statalismo e il nazionalismo. E il nostro team, le nostre squadre stanno crescendo sempre più, socio dopo socio. Gennaio, si aprirà con una serie di incontri sul territorio, molto interessanti.

Vi aspettiamo fiduciosi del fatto che sapremo reciprocamente non deluderci. Buon anno!

1 Gennaio 2023 0 Commenti
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Un fine anno in giro ai due laghi. E qualche caffè con gli operatori dell’Altopiano.

Da Michele Dallapiccola 30 Dicembre 2022

Tanto è bastato per ascoltare scoramento, opinioni ma anche coraggio e fiducia per quanto sta accadendo in queste ore quassù. 

Si parte dalle critiche alla riforma del turismo. Mai davvero digerita dai territori cd “minori”. E come non essere d’accordo su qualcosa che ha rinforzato i grandi caroselli del turismo trentino lasciando irrisolti tutti i problemi che gravavano sui territori più in difficoltà. 

E questo a mio modesto avviso è accaduto a causa dell’imperizia politica di questa amministrazione provinciale. In più di un’occasione ci siamo permessi di segnalare che il comportamento scenografico di questa giunta è molto utile a raccogliere consenso spicciolo. Invece dedicarsi con cura alle piccole cose richiede tempo e impegno. Dentro ad un ufficio o accanto a chi gli atti li deve predisporre. Sono i luoghi lontani dalla ribalta dei social e della stampa. Ma sono quelli dove davvero si portano a casa i risultati.

Non sapremo mai quanto la vicenda dell’eventuale “scippo” dello stadio del ghiaccio sia legata a incapacità gestionale amministrativa o a sfortuna. Il risultato è che più passano le ore, più questa opportunità per l’altipiano sembra lontana.

E il pensiero vola allora sul piatto delle mancate occasioni. Non più solo per l’Altipiano ma per un’intera Comunità.

Cosa rimarrà alla zona della Valsugana dell’amministrazione leghista.

Al collegio elettorale che consacrò un rampante Fugatti alla gloria della politica nazionale? E all’unico consigliere di maggioranza? Quello onnipresente ad ogni taglio di nastro, coppa o targa che sia bell’e pronta da consegnare?

A partire dal basso della Valle ricorderei una bella promessa di asfalto. Tanto, tantissimo. Trenta e passa milioni di asfalto utile a migliorare di un paio di minuti il tempo di percorrenza dei veneti che devono attraversare il Trentino. Ma non si farà subito, si è scelto il chissà quando (e a mio avviso meno male). Ma di bonifiche agricole e recupero di terreno abbandonato nemmeno l’ombra.

A risalire il Brenta lungo la valle vengono in mente soltanto opere incagliate. Via la ristrutturazione delle Terme di Levico. Per non parlare del rilancio del Grand Hotel Imperial.  A rischio la riapertura di quelle di Vetriolo. E per la stazione sciistica della Panarotta,? La lega aveva aperto la legislatura con la promessa di un bacino di innevamento e l’ha terminata assistendo alla sua chiusura! E ad arrivare in Pinè? Quattro anni di promesse in trepidante attesa del Grande Oval. E nel frattempo – di chi sia la colpa non si sa – il rifugio Tonini è andato metaforicamente in fumo per una seconda volta.

Fortunatamente quegli alcuni operatori che ho incontrato ieri non sembravano rassegnati. Vogliono bene alla propria terra e ci credono. Rilanciavano raccontandomi di che cosa secondo loro ha veramente ancora bisogno questa bella località. Estetica urbanistica, abbellimento urbano, servizi ai turisti, alle famiglie e a chi sceglie la località per il senso di pace che trasmette. Attraverso una infrastrutturazione leggera ma diffusa del territorio.

Ci sono ancora fermate di trasporto pubblico che scaricano le persone al buio sul filo di una statale senza protezioni. Mancano marciapiedi, attraversamenti pedonali, qualche spiaggia in più, qualche divieto in meno. Percorsi pedonali, per le bici, per l’equitazione.

Secondo OIPA al 4 febbraio 2022 risultano iscritti nelle Anagrafi regionali degli animali d’affezione 13.209.745 cani.

E poi la mai nata e sviluppata connessione alla montagna selvaggia del Lagorai sul quale Pinè e Bedollo hanno una finestra aperta. Con prodotti turistici dedicati quali pacchetti turistici, infrastrutturazione leggera dedicata e adeguata promozione. 

A questo punto, (benché queste considerazioni cominciano a serpeggiare anche in loco) le cose piccanti dal punto di vista politico le dico io, pur con grande rammarico. Dalle Giudicarie, in questa zona sono arrivati assessori a raccogliere consenso e adesioni. Poi però soldi e opere sono andati lì (tra quelle poche realizzate pensiamo ai 6 milioni – pur ben spesi – per l’impianto scuola di sci di Bolbeno). 

Stridono al paragone del nulla di fatto, nella zona dove hanno tesserato entusiasti sostenitori e colpevolmente assistito a desolanti chiusure o mancati risultati.

30 Dicembre 2022 0 Commenti
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Tutti pazzi per i formaggi. Tra tradizione e manierismo.

Da Michele Dallapiccola 29 Dicembre 2022

Che siano della tradizione che di ispirazione, lavorati imitando qualche altra tipicità, a me i formaggi piacciono davvero proprio tutti. Oddio a pensarci bene col “casu marzu” forse avrei qualche difficoltà, ma nella generalità dei casi lo trovo un alimento delizioso. 

Nel quadro sopra, luganega su giallissimo nostrano di malga.
Blue Stilton? No, squisito Erborinato a pasta dura locale.

D’estate le malghe sono un’ottima fonte di approvvigionamento. Se poi si ha la fortuna di avere il contatto giusto che li stagiona nel locale adatto allora la festa di fine anno è proprio una vera festa. 

Che sia in antipasto che come fine pasto, che sia a pasta dura che nella forma più dolce ed amabile della pasta molle questo antichissimo prodotto non smette mai di affascinarci. Sfamò, nutrì, allevò, salvò generazioni intere nei secoli bui della fame. 

Oggi unisce, incuriosisce, richiama, invoglia, profuma e avvicina tutti. Da solo o accompagnato da mostarde, pere, mieli, melate e marmellate; vino dolce o passito, pietanza o ingrediente che sia: ci piace. Piace a tutti…(o quasi). 

Per produrlo, manco a dirlo, ci vuole il latte. E per produrre quello, ci vuole mestiere. E dedizione. C’è tutto un mondo che si alza quando è ancora buio per produrre con amore la materia prima necessaria. 

Stalla fissa di Grigie alpine. A Riposo dal pascolo.
Stalla libera di frisone

Domani sulle nostre tavole a Dio piacendo sarà festa. E saremo in molti a fare una spesa speciale. Non sarà davvero tale se non ci compreremo un sacrosanto pezzo di formaggio.

Badiamoci, pasta molle o dura che sia, ma che venga dalla nostra terra. Sarà un atto d’amore verso noi stessi e verso il cuore del nostro Trentino.

29 Dicembre 2022 0 Commenti
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Comano Terme e la promessa dei 67 milioni.

Da Michele Dallapiccola 28 Dicembre 2022

Quando si parla di lavori e opere pubbliche, generalmente, è un fatto positivo. In questo caso però la Provincia corre il rischio di effettuare quell’operazione chirurgica che magari andrà anche bene ma ad un paziente che nel frattempo, purtroppo, sarà deceduto. 

Stiamo parlando del rilancio della qualità di vita per l’abitato di Ponte Arche secondo il modo di intendere del locale membro di giunta provinciale. Lo stile è quello di casa (politica) sua: l’impegno e la promessa di farlo. E con cosa se non attraverso l’ennesima variante stradale? La scusa è quella solita buona per tutte le località: “ce lo chiedono i territori”. Dicono che lo hanno chiesto gli Stati Generali della Montagna. Chilometri e chilometri di asfalto per strade, ponti, gallerie, varianti e bretelline. Un po ovunque in tutto il Trentino. 

Che le richieste siano vere, nessuno lo mette in dubbio. Ma qualcuno ha provato a chiedersi invece di che cosa hanno davvero urgente bisogno questi territori? Magari, per cominciare, qui alle Terme di Comano sarebbe utilissima una semplice mano in campo amministrativo. Un aiuto insomma, per provare a trasformare in cantiere, i venti milioni di € assegnati dalla precedente amministrazione. Erano destinati all’ammodernamento del compendio, fino ad ora non ancora partito

Eppure, Comano Terme sarebbe una località che in campo turistico potrebbe valorizzare una complessità come poche. 

Termalismo, cultura tra siti palafitticoli e bei borghi rurali, natura di facile frequentazione, agroalimentare manifesto di grande spessore nella biodiversità.

Nel frattempo, il settore della ricettività e di conseguenza di una potenziale opportunità di impiego in valle, langue, soprattutto nella sua espressione di impresa. In una sua recentissima intervista il nerboruto politico in questione ascrive delle responsabilità alle imprese private del posto. Ne avranno di sicuro, ma c’è anche da dire che si tratta comunque di persone che hanno il merito di aver provato a farcela da sole; senza la cooperazione. Fatto, che da queste parti è un atto rivoluzionario, quasi da eroi! 

Con molti meno soldi, ma spesi oggi anziché promessi domani, si potrebbe forse preparare un serissimo piano di rilancio. Andrebbe affiancato al grandissimo entusiasmo manifestato dalla locale APT, attualmente guidata direttamente dalla sede di Riva del Garda. Darebbe sicuramente una mano a scaricare a terra le tante idee finora emerse.

E chissà che a quel punto non si potesse cominciare a vedere qualcosa di concreto. Prima che il metaforico paziente sia deceduto definitivamente.  

28 Dicembre 2022 0 Commenti
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Dopo un po' nella vita, ti accorgi che intorno
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